Libri di Giuseppe Matarazzo

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LIBRO   9788887778687

Cu nesci arrinesci! Sicilia, speranze tradite e nuova emigrazione Matarazzo Giuseppe   -  Di Girolamo, 2009  -  Dg Pocket

Vattinni. Vattene, lascia questa terra maligna. Non ti fare fregare dalla nostalgia. È il grido dell'anziano Alfredo al piccolo Totò in Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. È quasi un imperativo in Sicilia: per inseguire i propri sogni bisogna andarsene. O per usare un vecchio detto tutto siciliano: cu nesci arrinesci. Bella e impossibile, la Sicilia. Ammaliante, stupefacente ma anche impietosa e traditrice. T'illude di poterti dare tutto: il sole, il mare, le prelibatezze, una storia lunga millenni. E poi ti delude. Vittima anche lei, la Sicilia, di chi la sfrutta, la frena, la offende, la pugnala nel suo onore. Così migliaia di siciliani continuano a lasciare l'Isola. Negli anni Settanta erano operai che riempivano vecchi treni, con valigie di cartone. Oggi sono diplomati e laureati che si muovono in aereo con trolley firmati. Un viaggio di libertà. Con la Sicilia nel cuore. Le testimonianze di Giovanni Puglisi, Mago Forest, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Stefania Prestigiacomo, Puccio Corona, Marina La Rosa, Anna Kanakis, Tony Sperandeo, Silvia Salemi, Lando Buzzanca, Ficarra e Picone. La sfida di chi resta: Rita Borsellino.

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1948 Votiamo DC. Le prime elezioni repubblicane nelle pagine de L'Osservatore Romano e de La Civiltà Cattolica libro
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LIBRO   9788861247048

1948 Votiamo DC. Le prime elezioni repubblicane nelle pagine de L'Osservatore Romano e de La Civiltà Cattolica Matarazzo Giuseppe   -  Il Pozzo Di Giacobbe, 2018  -  Oi Christianoi. Sezione Moderna E Contemporanea

C'era una volta la Democrazia cristiana, il partito dei cattolici. C'erano i cattolici e i comunisti, due entità opposte, definite e apparentemente inconciliabili. E c'era la Politica. Oggi, di tutto questo, in questi termini, non c'è più nulla. Ci sono ancora i cattolici ma dispersi su più fronti e spesso in micro partiti, senza riuscire a farsi sentire con voce comune se non con l'intervento diretto della Chiesa. I comunisti di fatto non ci sono più, c'è una sinistra che è un'altra cosa e che - se guardiamo alle ultime elezioni del 4 marzo 2018 - rischia l'irrilevanza. Nuove forze, di rottura e antisistema, conquistano il campo e raccolgono il senso di disagio che serpeggia ormai da anni nei confronti dell'establishment. Un mondo nuovo. Con nuovi colori. Così la democrazia cambia pelle, passa da picchi di astensionismo a dilaganti voti di protesta. Alle urne, ma contro. Al voto senza comizi, senza manifesti, senza dibattiti e faccia a faccia in tv. Solo fiumi di post e tweet, per una politica virtuale di chi la spara più grossa, senza contraddittorio. La politica senza la politica. Settant'anni dopo le elezioni politiche che aprirono la cosiddetta Prima Repubblica può essere utile allora fare un passo indietro, al clima appassionato e ideologico che caratterizzò il 1948, l'anno in cui l'Italia si divise, si schierò in maniera netta da una parte o dall'altra. Democrazia Cristiana e Fronte Democratico in campo in quella che veniva considerata la madre di tutte le battaglie: perché in gioco c'erano la costruzione del nuovo corso istituzionale, i valori fondanti della società e le alleanze nello scacchiere internazionale. Cattolici contro comunisti. Comunisti contro cattolici. In un confronto che si giocava nelle piazze, con i comizi, e attraverso manifesti, radio e giornali. Una infuocata stagione elettorale che viene qui riletta attraverso le pagine di due fra le testate più vicine alla Chiesa: il quotidiano del Vaticano L'Osservatore Romano e la rivista quindicinale dei padri gesuiti La Civiltà Cattolica. Con la testimonianza inedita di Oscar Luigi Scalfaro.

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LIBRO   9788849822892

Politica, le idee contano ancora? L'esperienza di un Comune siciliano dalla seconda alla terza Repubblica Matarazzo Giuseppe  Mezzio Orazio   -  Rubbettino, 2008  -  Lo Scrigno Dell'autonomia. Anci Sicilia

"Quello che avete fra le mani, non è un libro, ma un gratta e vinci. Una scommessa. Per non dire una follia. Siamo follemente convinti che le idee contano, ancora oggi, e che si può fare Politica pensando al Bene Comune. Dalle piccole realtà di montagna alle grandi città". Partendo dall'esperienza della piccola storia in un comune siciliano, in tempi di crisi della politica, ma non solo, gli autori, un sindaco e un giornalista, propongono una riflessione ad alta voce. Il piccolo comune che vive simbioticamente i grandi eventi, i cambiamenti politici, burocratici e socio-economici. In un confronto quotidiano che comincia dalle reazioni e dalle speranze dell'Italia post-tangentopoli, per finire alle disillusioni della nuova Italia. Come dire, dalla seconda alla terza Repubblica. La testimonianza proposta è il frutto di dodici anni di impegno amministrativo, dal 1995 al 2007. Un impegno condiviso che continua. Una riflessione che non si ferma neanche a distanza. Ed è proprio dallo scambio epistolare (via e-mail) fra gli autori, che nascono queste pagine.

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