Libri di Fulvio Mazza
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Il Golpe Borghese quarto grado di giudizio... La leadership di Gelli, il «golpista». Andreotti, i depistaggi della «Dottrina Maletti» Mazza Fulvio - Pellegrini, 2021 - Check-In
Il 17 marzo 1971, esattamente 50 anni fa, l'edizione pomeridiana di "Paese Sera" e, con maggiore consapevolezza e dirompenza, quella successiva del 18 marzo (immagine in copertina), denunciarono il "Golpe" tentato nel dicembre 1970 dai neofascisti guidati da Junio Valerio Borghese. Un agente del Sid, il capitano Antonio Labruna, aprì un'inchiesta riuscendo a scoprire mandanti ed esecutori. Produsse un "Malloppo documentario" poi però censurato dal suo capo, il generale Gian Adelio Maletti, e dall'allora ministro della Difesa, Giulio Andreotti. Il depistaggio andò in porto e tutti, persino i rei confessi, furono assolti dalla Cassazione. Questo saggio, attraverso un provocatorio "Quarto grado di giudizio", ribalta la "verità giudiziaria" e porta in scena la "verità storica". Dimostra, tra l'altro, che il tentativo di "Golpe" fu pieno e concreto e che coinvolse personaggi di primo piano delle trame politiche di quegli anni, a partire da Giulio Andreotti e Licio Gelli. Gli stessi, con ogni probabilità, dopo aver constatato la defezione dal progetto eversivo da parte dei Carabinieri e degli Usa, furono anche gli autori dei messaggi inviati a Borghese circa la necessità di emanare un "contrordine". Che Borghese emanò immediatamente. Ogni dato è stato ricostruito anche grazie alla documentazione archivistica, spesso inedita, proveniente dal Sid, dalla Commissione parlamentare P2 e dalla Commissione parlamentare stragi. Due sono i maggiori punti innovativi di questa seconda edizione del testo. Il primo risiede nella consapevolezza sulla morte di Borghese, avvenuta in Spagna nell'agosto 1974, alla vigilia del suo rientro in Italia: il "Principe nero" venne molto probabilmente assassinato da chi (armato dagli ambienti andreottiani e da quelli massonici, innanzitutto) temeva le rivelazioni che avrebbe potuto fare alla magistratura. La seconda novità è rappresentata dalla convinzione che il Pci fosse riuscito, nei giorni stessi del "Golpe", a sapere del complotto ma che decise di reagire con estrema cautela facendo trapelare la notizia solo, appunto, il 17 marzo 1971.
Il Golpe Borghese quarto grado di giudizio... La leadership di Gelli, il «golpista». Andreotti, i depistaggi della «Dottrina Maletti» Mazza Fulvio - Pellegrini, 2020 - Check-In
Esattamente 50 anni fa (nella notte fra il 7 e l'8 dicembre 1970), Junio Valerio Borghese mise in atto un colpo di Stato che è passato alla Storia come il "Golpe Borghese". L'azione eversiva si bloccò all'1,49 dell'8 dicembre quando diversi commandos erano già penetrati nel Ministero dell'Interno e altri stavano per mettere a segno tre ulteriori azioni cruciali: l'occupazione della Rai, il sequestro del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e l'assassinio del capo della Polizia Angelo Vicari. La causa del blocco fu un perentorio "contrordine" emanato dallo stesso Borghese subito dopo aver ricevuto una misteriosa telefonata. Nei mesi successivi vennero avviate svogliate indagini che non portarono a nulla. Il quadro cambiò quando un agente segreto del Sid, il capitano Antonio Labruna, aprì una nuova inchiesta riuscendo a scoprire mandanti ed esecutori. Produsse un "Malloppo documentario" che fu però censurato dal suo capo, il generale Gian Adelio Maletti, e dal ministro della Difesa, Giulio Andreotti. Il depistaggio andò in porto e la Cassazione sentenziò che il "Golpe" non era mai accaduto...
Il rapporto segreto Kruscev Mazza Fulvio - Armando Editore, 2026 - Scaffale Aperto
II prossimo 25 febbraio ricorre il 70° anno dal Rapporto segreto di Chruscëv sui crimini di Stalin; letto (ma non consegnato) ai congressisti (ma non a tutti) del 20° Congresso del Pcus. Un documento, oggi praticamente introvabile, fra i più importanti dell'intero Novecento mondiale. Fra le varie particolarità del libro annotiamo che, in una lettera della metà degli anni Trenta, Trockij contattò Chruscëv (che aveva probabilmente conosciuto nel 1923, ai tempi dell'Opposizione di Sinistra capeggiata dallo stesso Trockij alla quale il giovane Chruscëv aveva per qualche tempo aderito) invitandolo a mettersi a capo di una rivolta antistalinista. Si tratta di una notizia che, se confermata, cambierebbe la storia dell'Urss e non solo. Molto interessanti anche le interviste a Fausto Bertinotti e Aldo Giannuli. Sconvolgente è lo scritto di Sandro Pertini.