Libri di Fabio Melelli
Bibliografia di Fabio Melelli: tutti i libri in vendita online Singoli registi e produttori
Il gatto nel cervello di Lucio Fulci Melelli Fabio Tentori Antonio - Bloodbuster, 2020
"Il gatto nel cervello di Lucio Fulci" è un'ossessione. L'ossessione di fare film, di fare cinema a tutti costi, anche quando questi ultimi sono davvero ridotti all'osso, anche quando si produce un'opera povera e raffazzonata. Ma con sincera passione. Un gatto nel cervello, ultimo film del maestro dell'horror italiano Lucio Fulci a essere uscito in sala, è un'opera emblematica e definitiva in questo senso, una chiave di volta per ca(r)pire i meccanismi del cinema popolare più povero e avventuroso. Ma anche, grazie alla interpretazione di Fulci nei panni di un possibile se stesso, l'apice artistico del cinema "di recupero", una scatola cinese metacinematografica con infinite possibilità di lettura. Un film davvero emblematico che, nell'anno del suo trentesimo anniversario, ci piace ricordare e omaggiare con questo volume, arricchito da materiali inediti e interviste a cast e collaboratori.
Kiss kiss...Bang bang. Il cinema di Duccio Tessari Melelli Fabio - Bloodbuster, 2013 - I Ratti
Quarta uscita per la collana "I Ratti" di Bloodbuster, guide introduttive a generi e protagonisti del cinema commerciale. Il volumetto è dedicato a Duccio Tessari, uno di quegli "artigiani del cinema popolare" che, benché abituati a passare senza troppi problemi da un genere all'altro, hanno forse più di altri - qualche diritto ad essere considerati "autori", per la riconoscibile cifra stilistica che permea la loro opera e per l'assoluto controllo che ne avevano. Un volume arricchito dalle preziose testimonianze fornite da familiari e compagni di set (Giuliano Gemma, Riz Ortolani, Ernesto Gastaldi, Totò Cascio, Barbara Nascimben, Cristiano Tessari, Giovanni Lombardo Radice...).
La pista dei sogni. Federico Fellini tra cinema e circo Melelli Fabio - Morlacchi, 2019
L'immaginario di Federico Fellini è più vivo e attuale che mai, come dimostra il successo di tante recenti pellicole che si ispirano più o meno direttamente all'universo poetico del grande regista riminese. Il catalogo della mostra "La pista dei sogni. Federico Fellini tra cinema e circo" vuole restituire una parte, magari minima ma importante, dei temi caratterizzanti l'opera di un cineasta che ha raccontato il mondo con il filtro di una spiccata sensibilità onirica, in cui il gusto per il surrealismo e la metafisica sono stati elementi costitutivi. Le sfere lignee di Giuliano Geleng, ispirate perlopiù a temi "felliniani", sospese come sono a mezz'aria, configurano una dimensione "altra", in cui incontrare un'artista che ha fortemente contribuito alla poetica felliniana, i cui legami con il cineasta romagnolo, personali e lavorativi, erano profondi e ancora oggi fecondi e forieri di eccezionali risultati. Altro aspetto centrale è il circo, soprattutto quello dei clown, che viene ricostruito in mostra e nel catalogo anche grazie a Leris Colombaioni. Il percorso è completato dalle opere di Natino Chirico, dalle fotografie di Giuseppe Di Caro e da un disegno di Luciano Bernasconi.