Libri di Simona Merlo
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Fra trono e altare. La formazione delle élites valdostane (1861-1922) Merlo Simona - Rubbettino, 2012
La formazione delle élites valdostane dal compimento del processo di unificazione italiana all'avvento del fascismo si presenta come un caso particolare nel panorama internazionale. Collocata in una regione-faglia, al punto di incontro di identità differenti, e al tempo stesso parte di una "civiltà alpina" che oltrepassa i confini nazionali, la Valle d'Aosta è andata rafforzando, all'indomani dell'unità d'Italia, un'identità regionale precedentemente percepita tra le élites, ecclesiastiche e intellettuali prima ancora che politiche, come un generico senso di appartenenza a cultura e tradizioni peculiari. La costruzione di un'élite politica, radicata nel territorio e partecipe della vita della nazione, fu un processo lento, che si realizzò con ritardo rispetto ad altri contesti italiani e diede i primi risultati soltanto nel corso degli anni Novanta dell'Ottocento. Il presente volume si propone di indagare il contributo decisivo dato dal clero locale e dall'istituzione ecclesiastica alla formazione di una classe dirigente connotata in senso regionale e ispirata ai valori cristiani, cattolica e nel contempo di convinzioni democratiche, legata al territorio ma di respiro europeo. Tale esperienza, dopo la breve stagione del partito popolare, sarebbe stata travolta dall'avvento del regime fascista, che avrebbe rimodulato l'ordine di rapporti tra il centro e questa periferia.
Attraverso Siena. Emozioni interattive Merlo Simona - Betti Editrice, 2016 -
Attraverso Siena. Emozioni interattive - Betti Editrice
Russia e Georgia. Ortodossia, dinamiche imperiali e identità nazionale (1801-1991) Merlo Simona - Guerini E Associati, 2010 - Contemporanea
La politica, prima della Russia e poi dell'URSS, nei confronti delle proprie periferie non è stata univoca, ma caratterizzata da un approccio "al plurale", suggerito dai caratteri specifici di cui i differenti popoli erano portatori. Nel caso georgiano, l'ortodossia fu un elemento di primaria importanza nella dinamica tra l'impero e questa periferia. Situata in una posizione strategica dello scacchiere caucasico, la Georgia fu infatti l'unico territorio integrato nell'impero a professare la medesima fede religiosa degli zar e, al tempo stesso, a essere dotato di una propria Chiesa e di un'originale tradizione ecclesiastica. Questo lavoro, basato su materiali archivistici inediti, analizza come il "fattore ortodosso" abbia svolto un ruolo centrale nelle dinamiche tra centro e periferia nel corso dei quasi duecento anni in cui la Georgia fu inserita nello Stato sovranazionale russo-sovietico, per quanto concerne sia l'affermazione e la salvaguardia dell'identità nazionale, sia la politica esercitata dapprima da San Pietroburgo e poi da Mosca in quest'area. Quest'ultimo aspetto ha assunto, nei vari tornanti storici, connotazioni differenti: dall'utilizzo, in epoca zarista, dell'ortodossia come elemento dì integrazione della Georgia nel sistema imperiale, all'inquadramento, all'indomani del secondo conflitto mondiale, della Chiesa georgiana nelle strette maglie imposte dalla politica religiosa di un georgiano insediato al Cremlino.