Libri di Gian Micalessin
Bibliografia di Gian Micalessin: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Fratelli traditi. La tragedia dei cristiani in Siria. Cronaca di una persecuzione ignorata Micalessin Gian - Cairo, 2018 - Saggi
Dal 2011 a oggi l'Europa e l'Occidente hanno assistito inerti e indifferenti al dramma dei cristiani di Siria, perseguitati dall'Isis e dalle altre formazioni jihadiste. Il tradimento inizia con la miope illusione della Primavera Araba, descritta e raccontata come un insieme di rivolte democratiche e liberali. Dietro quelle sollevazioni si nasconde l'ascesa dei Fratelli Musulmani e delle altre forze islamiste a capo dell'insurrezione contro il regime di Bashar al-Assad. Così quell'insurrezione - appoggiata dall'America di Barack Obama e da gran parte delle nazioni europee, Italia compresa, - si trasforma ben presto nel tentativo di consegnare il Paese al fondamentalismo. I cristiani di Siria, come testimonia questo libro, sono i primi a denunciarlo, i primi a raccontare le nefandezze e i massacri compiuti da queste formazioni. Ma non vengono né ascoltati, né creduti. Nella narrazione - condivisa da gran parte dei governi occidentali e rilanciata dai media generalisti - i nostri "fratelli nella fede" diventano semplicemente i complici e i sostenitori del regime del dittatore Assad. Prigioniero di questa grande mistificazione, l'Occidente assiste senza muovere un dito alla persecuzione dei cristiani da Homs ad Aleppo, da Raqqa alla periferia di Damasco, dove ininterrottamente da tremila anni si parla anche l'aramaico, la lingua di Gesù. Intrecciando l'analisi degli eventi con le voci raccolte nei numerosi reportage realizzati dal 2012 a oggi, Gian Micalessin ci racconta il conflitto siriano dal punto di vista dei cristiani. Ma ci spiega anche come il sostegno e gli appoggi garantiti ai gruppi jihadisti nella speranza di spazzare via il regime di Bashar al-Assad abbiano permesso la nascita dell'Isis e facilitato gli attentati che hanno colpito il cuore dell'Europa. Perché tradendo i cristiani di Siria abbiamo, alla fine, tradito noi stessi. Introduzione di Francesco Alberoni.
Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere Micalessin Gian Biloslavo Fausto - Be Editore, 2013 - Storia Storie Memorie
La Nato sarà in grado di portare a termine la sua missione in Afghanistan? L'America di Obama riuscirà a ribaltare le sorti del conflitto? Siamo ancora in tempo per riconquistare la fiducia di un popolo e bloccare il ritorno dei talebani? Che guerra combattono i nostri militari, quali rischi corrono? Per rispondere a questi interrogativi due inviati italiani tornano in Afghanistan, venticinque anni dopo il loro primo reportage al fianco dei guerriglieri antisovietici. I due giornalisti visitano gli avamposti dei marines nella provincia di Helmand, raccontano le loro battaglie, li seguono nei villaggi dove si nascondono i talebani e dove i militari americani sperimentano tattiche e strategie del nuovo "surge" - l'annunciata "rimonta" - capace, come in Iraq, di cambiare il corso della guerra. Dal fronte americano il racconto si trasferisce a quello italiano per documentare le operazioni del nostro esercito rimaste a lungo "segrete". Dai racconti dei piloti ai comandi degli elicotteri d'assalto Mangusta emergono le insidie di una guerra spietata e senza certezze. Da questi reportage al fronte si sviluppa la riflessione sulle priorità e sulle strategie indispensabili per uscire a testa alta dal conflitto. Per assicurarsi una via d'uscita bisognerà offrire al governo di Kabul i mezzi per garantire la propria sicurezza accelerando l'addestramento e lo sviluppo di un nuovo esercito. Ma sarà anche necessario rispettare le promesse fatte al popolo afghano rilanciando lo sviluppo del Paese.
Pakistan, il santuario di al-Qaida. Gli 007 di Islamabad fra traffici nucleari e terrore islamico Micalessin Gian - Boroli Editore, 2010 - Storia Storie Memorie
"Pakistan, il santuario di al-Qaida" è la dettagliata ricostruzione di una storia mai scritta, la cronaca di una spregiudicata operazione di spionaggio e disinformazione durata trentacinque anni. Un'operazione scattata a metà degli anni Settanta che consente ai servizi segreti pakistani di sottrarre all'Occidente i segreti e le tecnologie nucleari pur spacciandosi per alleato nella guerra ai sovietici in Afghanistan. Un'operazione che riprende dopo l'11 settembre 2001 e permette ad apparati e servizi segreti deviati di appoggiare Osama bin Laden e il terrorismo islamico mentre il presidente Pervez Musharraf si ripropone come alleato e incassa dall'America finanziamenti per 15 miliardi di dollari. Nulla di nuovo. Negli anni Ottanta i soldi e le armi distribuite ai mujaheddin dai servizi segreti militari pakistani dell'Isi (Inter Services Intelligence) per conto di Washington alimentano anche le compagini del nascente terrorismo islamico. Le basi sorte grazie ai soldi americani diventano dieci anni dopo la culla di quei talebani che l'Isi accompagna a conquistare Kabul. E nei campi dell'Afghanistan i consiglieri militari pakistani addestrano fino al 2001 le nuove reclute di Osama bin Laden, i terroristi dell'11 settembre e quelli che colpiscono nel nome dell'indipendenza del Kashmir. Dall'Afghanistan scende intanto un fiume di droga.