Libri di Fabio Moliterni
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Sciascia moderno. Studi, documenti e carteggi Moliterni Fabio - Edizioni Pendragon, 2017 - Le Sfere
Gli studi compresi in questo volume tentano di mettere in evidenza lo sfondo moderno o neomodernista, le diramazioni nient'affatto scontate della tensione riflessiva e concettuale di Sciascia e della sua idea di letteratura, la natura ambivalente e bifronte del suo pensiero. E in particolare provano a indagarne l'aspetto strutturale, ovvero la dimensione generativa di complesse configurazioni semantiche e formali che attraversano dagli esordi alle ultime opere la sua scrittura, non trascurando di fare luce su certi aspetti apparentemente minori o laterali del suo profilo intellettuale, sulle stratificazioni storico-politiche e geo-letterarie della sua formazione.
Il vero che è passato. Scrittori e storia del novecento italiano Moliterni Fabio - Milella, 2011 - Contemporanea
Nell'indagare su questioni relative ai rapporti tra storia, memoria e scrittura letteraria, il volume riprende le prospettive della storia sociale della letteratura fornendo un quadro frammentario di alcune produzioni intellettuali tra primo e secondo Novencento. La letteratura novecentesca, in tutte le sue forme, viene calata nel contesto della più ampia rete di rapporti che il campo letterario intrattiene con la realtà sociale letteraria intrattiene con al realtà sociale e culturale del nostro tempo.
Esuli, funzionari e patrioti. Studi sul Novecento degli intellettuali Moliterni Fabio - Pensa Multimedia, 2014 - La Stadera
Il filo rosso che lega i saggi qui raccolti è un lavoro critico speso intorno ad alcune figure e questioni della storia degli intellettuali nell'Italia del Novecento. Si passano in rassegna l'esperienza di Francesco Torraca, allievo tra i più devoti di Francesco De Sanctis e tra i primi recensori dei "Malavoglia" di Verga, che consuma la sua parabola di critico "militante" nella difesa di un privilegio di separatezza garantito dal proprio specialismo critico-erudito; le varie ideologie dei nazionalismi che rappresentano, nel clima dinamico della cultura di primo Novecento, un polo d'attrazione per i giovani intellettuali riuniti intorno al progetto di pedagogia nazionale della "Voce" (Prezzolini e Papini, Giovanni Amendola e Salvemini); il vitalismo senza approdo di sintesi che contrassegna l'ideologia e le forme della scrittura di Scipio Slataper; la condizione "esiliata" di un sapere e di una pratica letteraria che interessa, tra la Grande Guerra e le intricate vicende dell'antifascismo, i percorsi di Piero Jahier e di Carlo Levi.