Libri di Elisabetta Mondello
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L'avventura delle riviste. Periodici e giornali letterari del Novecento Mondello Elisabetta - Robin Edizioni, 2012 - I Libri Saggi
Raccontare l'avventura delle riviste vuol dire rileggere il '900 attraverso una delle sue strutture culturali fondamentali. I periodici si sono imposti, infatti, come il luogo privilegiato di formazione del pensiero intellettuale, il territorio naturale per dibattiti, proposte teoriche, esordi ma anche per conflitti politico-culturali e scontri personali. Sono stati lo specchio della loro epoca. Basta citare una testata per evocare una fase della storia d'Italia: La Voce, Lacerba, Roma futurista, La Difesa della razza. E ancora: Il Politecnico, Nuovi Argomenti, Officina, Quindici, Alfabeta... Il '900 è davvero "il secolo delle riviste". Il volume ricostruisce la storia delle riviste letterarie fino agli anni '90, proponendo un'analisi delle testate e del ruolo da loro assolto nella storia culturale del periodo. Si conclude proponendo una riflessione sull'oggi: qual è il ruolo delle riviste negli anni Duemila? Hanno perso la loro funzione, travolte prima dalla crisi degli anni '80, che ha portato alla chiusura di tutte le testate "storiche", e poi dalle nuove forme comunicazionali imposte da Internet? Pure sul web prosperano riviste, siti e pagine culturali. Forse i prodotti cartacei sono superati ed il futuro è riservato ai prodotti digitali?
In principio fu Tondelli. Letteratura, merci, televisione nella narrativa degli anni novanta. Nuova ediz. Mondello Elisabetta - Il Saggiatore, 2017 - La Cultura
"Narrative invaders", scrittori dell'eccesso, cannibali, narratori modello Pulp Fiction o Forrest Gump, neo-neoavanguardisti: per i giovani scrittori esordienti degli anni novanta sono state coniate numerose formule ed etichette, tese a definire l'improvvisa apparizione sulla scena letteraria italiana di scritture a prima vista slegate da qualsiasi tradizione. La nuova generazione di autori, da Ammaniti a Ballestra, Brizzi, Campo, Culicchia, Nove, Santacroce, attraverso codici linguistici ed espressivi spesso esasperati e con ampi prelievi dalle gergalità delle tribù giovanili, ha posto al centro delle proprie storie alcuni elementi tipici della contemporaneità: la neotelevisione, il sistema delle merci, l'iperconsumismo. Ha tradotto in una forma-romanzo rinnovata i conflitti, gli stili di vita, l'universo cognitivo, i luoghi e i nonluoghi dell'esistenza individuale e collettiva degli under trenta, aprendo le porte della narrativa a tutti i consumi culturali generazionali: musiche, marche, loghi, trasmissioni televisive, media e nuovi media. Si sono definiti scrittori nuovi e senza canone, rifiutando genealogie e legami con il passato. Ma nel cuore delle ragioni che hanno presieduto alla nascita di queste esperienze si avverte un debito contratto con la proposta, l'opera e l'esempio di Pier Vittorio Tondelli, un "classico" di una modernità letteraria a cui i giovani sentono di appartenere. "In principio fu Tondelli" è un percorso nella varietà di questi romanzi e di questi autori, l'analisi di uno specifico universo narrativo che ha aperto le porte della letteratura e dell'editoria alle scritture giovanili con un'ampiezza inedita nella storia del mercato librario italiano.
In principio fu Tondelli. Letteratura, merci, televisione nella narrativa degli anni novanta Mondello Elisabetta - Il Saggiatore, 2007 - La Cultura
Hanno fatto scalpore, suscitato infiniti dibattiti, scandalizzato e sconcertato. Li hanno chiamati "narrative invaders", cannibali, pulp, buonisti e cattivisti. Fenomeno generazionale o di tendenza per alcuni, l'esordio di autori come Brizzi, Ammanniti, Nove, Ballestra e Santacroce (e di molti altri) è stato un evento culturale importante. Emersi al seguito del lavoro pionieristico di Pier Vittorio Tondelli, hanno introdotto in modo dirompente nella forma-romanzo elementi della contemporaneità: l'iperconsumismo, i centri commerciali (nuovi luoghi/non-luoghi della vita collettiva), i codici delle tribù giovanili, i gerghi, le citazioni musicali che funzionano come una colonna sonora della pagina scritta. Facendo della televisione un soggetto attivo della narrazione (con un universo ipertrofico di programmi, icone del video, spot pubblicitari) propongono una riflessione critica sull'essere immersi nel mondo dei media ed evidenziano il problema del legame tra consumo, identità, immagine di sé e appartenenza al gruppo di riferimento nelle giovani generazioni.