Libri di Kaj Munk
Bibliografia di Kaj Munk: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Teatro. La parola-Il verbo. Egli siede al crogiolo. Prima di Canne Munk Kaj De Antonellis G. (Cur.) - D'amico Editore, 2025 - Lo Scrigno
Il danese Kaj Munk (1898-1944), è stato uno dei più importanti drammaturghi della sua epoca. Come in altri autori scandinavi (in primo luogo Henrick Ibsen) le sue opere sono caratterizzate da tematiche filosofiche e religiose; affrontò in particolar modo il dibattito della "filosofia sulla vita" che animava il mondo culturale danese del tempo, con la religione contrapposta al marxismo e al darwinismo, proponendo personaggi che lottano con convinzione per i propri ideali. La sua opera di predicatore religioso, articolista e drammaturgo dette tanto filo da torcere alla Germania nazista che per eliminarlo venne inviato appositamente da Berlino, su ordine di Himmler, il gruppo di Otto Skorzeny, il commando autore della spettacolare liberazione di Mussolini sul Gran Sasso d'Italia.
Il Verbo Munk Kaj - Cue Press, 2020 - I Classici
Scritto nel 1925, Il Verbo fu uno dei più clamorosi successi del teatro danese, dal momento in cui, nel 1932, a Copenaghen, fu messo in scena dalla regista Betty Nansen. L'evocazione di un moderno miracolo di resurrezione, nel contesto della profonda provincia danese, animata da aspri conflitti religiosi, non solo sollevò attenzione e un lungo strascico di polemiche teatrali e persino teologiche, ma impressionò in particolare il regista Carl Theodor Dreyer che, a distanza di molti anni, avrebbe tratto dal copione di Munk l'omonimo capolavoro cinematografico Ordet, premiato con il Leone d'Oro alla Biennale veneziana del 1955. Il film di Dreyer ha quasi oscurato il testo di Munk, che pure presenta interessanti diversità rispetto alla pellicola e che, negli ultimi anni, ha comunque conosciuto un certo revival su palcoscenici prestigiosi (memorabile, nel 2008, la fascinosa messinscena di Lars Norén al Teatro Reale di Copenaghen).
Un idealista e altri drammi Munk Kaj - Lastaria Edizioni, 2024 - Riprese
Vi ho ingannato, vi ho maltrattato e tormentato, ho dato per scontata la vostra obbedienza e ho risposto alla vostra disobbedienza con castighi e supplizi - in breve, sono stato come Yahweh per voi... (Un Idealista, Atto X). Così, all'apice della sua lucida follia, re Erode arringa la sua attonita corte, inorridita e terrorizzata dalle atrocità di cui durante il suo lungo regno il sovrano si è macchiato. Colui che siede fermamente sul trono e calca saldamente la corona sul proprio capo non è un folle omicida, almeno non solo, ma un uomo che ha scelto di conquistare il regno per potersi vendicare del popolo ebraico e del Dio di Giacobbe, ritenuti responsabili dell'esilio millenario della sua stirpe e del furto della sua legittima eredità. È il re di un popolo che detesta, il vassallo di un impero che non serve, un genio votato a una sola vocazione: il potere e il suo mantenimento. Chi però riuscisse per un momento a distogliere lo sguardo dall'orrore dei suoi delitti scoprirebbe un uomo dalle qualità eccezionali che ha impegnato ogni forza, affetto e scintilla della sua genialità a perseguire la missione di cui si è autoinvestito. Praticamente, Un Idealista.