Libri di Bruno Nacci
Bibliografia di Bruno Nacci: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Giovanni Pascoli. Dal nido al cosmo Nacci Bruno - Ares, 2024 - Profili
Giovanni Pascoli (1857-1912) è stato forse il più grande poeta italiano moderno: è l'orizzonte da cui muove questa nuova ricognizione che, tenendosi lontano dalle ormai abusate analisi linguistiche e psicanalitiche, riporta in primo piano uno scrittore di portata europea e dallo "sguardo cosmico" che rivoluzionò il linguaggio, i temi e le strutture della poesia del suo tempo. Questo Profilo, scritto con l'estro e la libertà di uno scrittore di vaglia come Bruno Nacci, è arricchito da un commento delle più celebri poesie dell'autore di Myricae e punta al cuore del mistero della sua poesia.
Congedo delle stagioni. Estate Nacci Bruno - Ronzani Editore, 2022 - Carvifoglio
Un anno di racconti, uno al giorno, scritti in levità, eleganza e precisione. E non si tratta di bozzetti o prosa d'arte, sono racconti con persone e vicende appuntate su paesaggi e interni definiti, discreti, mutevoli come la vita ritratta nei film di Yasujirô Ozu. Sorprendentemente si leggono come capitoli di una saga che contiene le nostre esistenze messe allo specchio, guardate da fuori, con effetto straniante come "Short Stories" saldamente inserite in una tradizione che risale al mondo classico e arriva al "Gaspard de la Nuit" di Aloysius Bertand, alle Epifanie di Joyce, passando per le "Centurie" di Manganelli, spingendosi fino agli esotici "Racconti in un palmo di mano" di Kawabata o alle "Piccole storie senza morale" di Alfred Polgar, per finire alle "Microfictions" di Régis Jauffret. Ma forse, anche se in forma bonsai, il modello più vicino a "Congedo delle Stagioni" è la prosa tersa del Sillabario di Parise, schedario delle nostre ore difficili o dimenticate, colte nel momento preciso in cui ci rivelano a noi stessi e agli altri, nella luce cruda di ciò che siamo e facciamo.
Congedo delle stagioni. Primavera Nacci Bruno - Ronzani Editore, 2022 - Carvifoglio
Un anno di racconti, uno al giorno, scritti in levità, eleganza e precisione. E non si tratta di bozzetti o prosa d'arte, sono racconti con persone e vicende appuntate su paesaggi e interni definiti, discreti, mutevoli come la vita ritratta nei film di Yasujirô Ozu. Sorprendentemente si leggono come capitoli di una saga che contiene le nostre esistenze messe allo specchio, guardate da fuori, con effetto straniante come "Short Stories" saldamente inserite in una tradizione che risale al mondo classico e arriva al "Gaspard de la Nuit" di Aloysius Bertand, alle Epifanie di Joyce, passando per le "Centurie" di Manganelli, spingendosi fino agli esotici "Racconti in un palmo di mano" di Kawabata o alle "Piccole storie senza morale" di Alfred Polgar, per finire alle "Microfictions" di Régis Jauffret. Ma forse, anche se in forma bonsai, il modello più vicino a "Congedo delle Stagioni" è la prosa tersa del "Sillabario" di Parise, schedario delle nostre ore difficili o dimenticate, colte nel momento preciso in cui ci rivelano a noi stessi e agli altri, nella luce cruda di ciò che siamo e facciamo.