Libri di Andrea Natali
Bibliografia di Andrea Natali: tutti i libri in vendita online ARTI
Noi non ci saremo. Fotocatalogazione degli edifici finalizzati inseriti nel paesaggio rurale minore e destinati a scomparire Natali Andrea - Davide Ghaleb Editore, 2019 - La Banda Del Racconto
Gli edifici finalizzati sono quelle costruzione sorte, nel Novecento, in determinati contesti ambientali, sociali, industriali, economici, infrastrutturali, che svolgevano una unica funzione. Questa unica funzione ne ha determinato le dimensioni, le ripartizioni, gli accessi e, in sintesi, le caratteristiche così particolari e specifiche che fanno escludere riutilizzi. Perdendo la loro utilità, sono destinati nel giro di pochi anni a scomparire, ad essere demoliti, a perdersi nella memoria senza lasciare tracce. Il libro vuole porre l'attenzione sui suddetti manufatti e tutelare queste testimonianze significative dal punto di vista non solo architettonico ma anche della storia del lavoro, della cultura popolare, della aggregazione sociale.
La gloria e l'oblio. Pietro Canonica a Vetralla Natali Andrea - Davide Ghaleb Editore, 2018 - La Banda Del Racconto
Pietro Canonica (1869-1959) scultore, pittore, musico, compositore, uno dei più grandi artisti nel panorama internazionale del primo Novecento, ha soggiornato per molti anni a Vetralla, facendo della cittadina della Tuscia un luogo di riposo e di ispirazione. A Vetralla Canonica impianta uno studio e una fonderia dove realizza alcune importanti sculture in bronzo e splenditi dipinti che ritraggono il paesaggio. Il libro, mediante testimonianze e documenti inediti, riporta i tratti salienti della vita di Canonica a Vetralla sospesa fra momenti di gloria e periodi di oblio e ha la finalità di rivalutare la figura e valorizzare la presenza dell'artista a Vetralla. Con scritto di Stefania Fieno. Presentazione di Bianca Maria Santese.
Al Genio italico Natali Andrea - Gruppo Albatros Il Filo, 2021 - Nuove Voci. Le Piume
«Proprio Nietzsche si avvaleva del componimento poetico per far sì che il suo pensiero non rimanesse limitato al logos (ragione), ma neppure fosse prigioniero del mythos (racconto fantastico). L'autore sembra in qualche modo fare suo questo pensiero, infatti i suoi versi sono sempre in bilico tra il desiderio ardente di comprendere, e quindi di razionalizzare ciò che accade attorno e dentro di lui, e l'ebrezza del lasciarsi andare al racconto irreale, dove divinità e paesaggi mitici affascinano grazie anche all'uso di termini aulici e preziosi che compongono una sorta di canto ammaliatore che, alla stregua delle Sirene dell'Odissea, soggioga chi legge trasportandolo in un'altra realtà più pura, più alta.» (dalla Prefazione)