Libri di Marco Natalizi

Bibliografia di Marco Natalizi: tutti i libri in vendita online Russia

Il burattinaio dell'ultimo zar. Grigorij Rasputin libro
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LIBRO   9788869731525

Il burattinaio dell'ultimo zar. Grigorij Rasputin Natalizi Marco   -  Salerno Editrice, 2016  -  Aculei

Nel momento più tragico di un Impero, un pellegrino, lussurioso e astuto, emerge dalla più profonda provincia siberiana e muove alla conquista di un pezzo di paradiso: il suo nome è Grigorij Efimovic Rasputin. Si presenta come carismatico mistico nei più esclusivi salotti di San Pietroburgo al cospetto di una generazione di russi disorientati. Lui si considera un santo. E molti lo vedono così. C'è però anche chi io ritiene un ambiguo contadino ignorante. Quale potere ha esercitato alla corte dello Zar e nell'Impero il "monaco errante"? Di quali protezioni gode? Di quali alleanze si serve? Quale è stato il suo ruolo nella catastrofe che, pochi mesi dopo la sua morte, travolge i Romanov? Accostarsi a Rasputin, a cento anni dalla sua tragica fine, significa avvicinare una leggenda.

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Pietro il Grande. Uno zar in Europa libro
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LIBRO   9788879598149

Pietro il Grande. Uno zar in Europa Natalizi Marco   -  Edises, 2014  -  Biografie

Pietro il Grande. Uno zar in Europa - Edises

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La rivolta degli orfani. La vicenda del ribelle Pugacëv libro
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LIBRO   9788860366405

La rivolta degli orfani. La vicenda del ribelle Pugacëv Natalizi Marco   -  Donzelli, 2011  -  Saggi. Storia E Scienze Sociali

Nel settembre 1773, Emel'jan Ivanovic Pugacèv, un cosacco del Don disertore e fuggiasco, giunto sulle rive dello Jaik, dà inizio alla sua rivolta, spingendo a insorgere, dagli Urali al medio Volga, russi, cosacchi, baskiri e tartari. Sulla scorta di preziose fonti locali e della più aggiornata storiografia internazionale, Marco Natalizi si addentra in un contesto regionale multiforme restituendo una nuova interpretazione di una ribellione, la "pugacévscina", che coinvolge popolazioni di diversa etnia e religione e investe l'intero impero russo. L'autore dimostra come il sentirsi "orfani" di un potere paterno, ritornato ad abbandonare i propri sudditi in balia del ceto nobiliare, e il senso di insicurezza denunciato nell'Assemblea legislativa di Caterina II abbiano portato gruppi dagli interessi più diversi a ribellarsi allo stato cateriniano. Ne emerge un quadro in cui la visione dei ceti popolari trova, a livello folklorico e religioso, una rappresentazione nell'"impostura di Pietro III", mentre sul piano politico si traduce nel rimpianto per un modello statuale in grado di assicurare il controllo della nobiltà e la protezione dei sudditi. E questo nel contesto di un impero divenuto terreno per esperienze diasporiche e per comunità culturali per le quali modelli di riferimento come l'etnia o la difesa delle autonomie esercitavano ridotta attrattiva.

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