Libri di Giuseppe Nicoletti

Bibliografia di Giuseppe Nicoletti: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900

Cinque pezzi facili per Mario Luzi libro
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LIBRO   9788836814756

Cinque pezzi facili per Mario Luzi Nicoletti Giuseppe   -  Passigli, 2014  - 

A cento anni dalla nascita e a quasi dieci dalla morte il nome di Mario Luzi non sembra subire quel destino di lenta ma inesorabile marginalità che non di rado coglie, subito dopo la loro scomparsa, alcuni scrittoti (non solo fra gli italiani) e anche dei più acclamati in vita. La sua poesia - che proprio negli ultimissimi decenni aveva conosciuto un rigoglioso e felice sviluppo su registri espressivi di grande e assai suggestiva novità, fin'anche strutturale - continua a parlarci e ad essere evocata appassionatamente, e dunque la sua voce (la "voce" di quella straordinaria scrittura) non sembra paventare che la propria eco possa attutirsi negli anni avvenire. L'autore di questo libretto ha inteso ricordare l'occasione anniversaria raccogliendo i suoi sparsi contributi critici sulla poesia di Luzi, spinto tuttavia anche da un moto grato di affettività testimoniale. Ma è soprattutto l'ammirazione per l'opera e la figura del poeta a motivare l'iniziativa editoriale: Luzi - in Italia e a Firenze in particolare - è stato in questi anni una presenza rilevante non solo nell'ambito delle attività culturali (letterarie e non) ma pure come riferimento e modello, per più generazioni, di impegno intellettuale e di etica civile.

€ 14.50 € 13.78
LIBRO   9788869735561

Attraverso il novecento. Studi e interpretazioni Nicoletti Giuseppe   -  Salerno Editrice, 2020  -  Studi E Saggi

Se un elemento distintivo può essere intravisto in questa raccolta di studi novecenteschi esso risiede nella proposta e quindi nella descrizione di episodi di "sociabilità" intellettuale di cui il secolo ormai trascorso è stato testimone forse assai più di ogni altro fino ad oggi. Nel segno e sotto l'egida della migliore letteratura e della critica più intelligente e penetrante, studiosi del giure come Piero Calamandrei, artisti figurativi come Italo Cremona, musicisti come Luigi Dallapiccola e intellettuali in genere si sono sentiti spesso attratti e partecipi di un clima e talvolta perfino di un progetto che metteva in relazione la propria, specifica disciplina o arte con la scrittura letteraria, nonché con i modi di aggregazione che i letterati hanno posto in essere in questo stesso secolo al fine di promuovere e dare un senso alla propria presenza nella società. Nel volume, pertanto, possono trovarsi esemplificati o soltanto richiamati esempi non poco significativi di tali forme di integrazione fra le arti e i saperi e, in una con questi esempi, compaiono letture critiche più mirate e circostanziate su opere di scrittori del secondo Novecento (Calvino e Volponi). Nella seconda parte del libro, insieme con uno studio su un periodico futurista della seconda "ondata" come « L'Italia futurista », indagata nei suoi rapporti con il surrealismo francese, vengono rivisitate criticamente opere e personalità di una tradizione letteraria che ha visto Firenze nei primi decenni del Novecento al centro dell'interesse nazionale: sono prese in esame opere ampiamente accreditate dai canoni correnti della storiografia più aggiornata come Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi, così come titoli restati stranamente ai margini della ricerca e delle analisi di critici e studiosi ed è il caso dei Racconti lontani di Alessandro Bonsanti.

€ 20.00
LIBRO   9788836816408

Bilenchi e compagni Nicoletti Giuseppe   -  Passigli, 2017  -  Varia

I compagni di Romano Bilenchi di cui si parla nella seconda parte di questa raccolta di studi non sono militanti politici o scrittori a lui coevi, magari campioni di un certo engagement postbellico, ma dei veri artisti figurativi: sono i pittori che l'autore del "Conservatorio di Santa Teresa" ha più amato e frequentato in vita, a partire da Mino Maccari, il 'mitico' fondatore del «Selvaggio» e poi Rosai e quindi i più giovani, Nino Tirinnanzi, Venturino Venturi e fino a Enzo Faraoni, scomparso solo di recente; insomma una cerchia di sodali ricordati in alcune memorabili pagine del suo magnifico "I silenzi di Rosai", il brano centrale di uno dei suoi libri più fortunati, "Amici". Ma è alla narrativa e alla prosa dello stesso Bilenchi che il libro dedica nella sua prima parte una serie di saggi, e vuol esser questo il suo titolo di maggior merito, anche perché ne sono oggetto le opere più significative dello scrittore di Colle Val d'Elsa e cosi, oltre al romanzo maggiore, il Conservatorio appunto, i suoi celebri racconti, fra i quali spiccano "Anna e Bruno" nonché la trilogia della "Siccità", della "Miseria" e del "Gelo", ormai da considerare capitoli di un vero e proprio romanzo cui l'autore volle conferire un titolo quanti altri mai suggestivo e intenso, "Gli anni impossibili".

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