Libri di Florence Noiville
Bibliografia di Florence Noiville: tutti i libri in vendita online Biografie: letterati
Isaac B. Singer. Una biografia Noiville Florence - Tea, 2006 - Saggistica Tea
«Io sono in tutti i miei libri, in un modo o nell'altro.» Si può raccontare la vita di un grande scrittore come Isaac Bashevis Singer che detestava le biografie? Florence Noiville ha caparbiamente deciso di raccogliere la sfida e si è messa in viaggio in cerca delle tracce nascoste della sua vita, dall'infanzia nel villaggio polacco di Radzymin alla leggendaria via Krochmalna del ghetto di Varsavia, fino all'appartato rifugio di New York. Né ebreo, né americano, né polacco, Singer sapeva che sarebbe sempre stato in esilio ovunque. Non era né di qui né di là. Né di oggi né di ieri... Era, secondo la sua formula, «uno straniero in genere». Sempre un po' in disparte, orgoglioso e vulnerabile al tempo stesso, scettico ma ossessionato dal suo rapporto con il divino. Capace di gesti crudeli, come quello di lasciarsi alle spalle la moglie e il figlio in Polonia, prima di imbarcarsi per l'America e per un futuro che sarà attraversato dal senso di colpa per quell'abbandono. Bugiardo e infedele per natura, ma sempre difeso dalle sue donne, esercitava un singolare magnetismo sia nella vita sia nei libri, tutti scritti in quella che lui definiva la «lingua di nessuno», l'yiddish. Sarà forse vero che «è l'opera che conta, non l'uomo», come Singer amava ribadire, ma questo libro riesce a offrirci una lettura avvincente e sorprendente dell'esistenza di un uomo complesso e contraddittorio che certamente conobbe il piacere sottile della trasgressione.
Isaac B. Singer. Una biografia Noiville Florence - Longanesi, 2004 - Il Cammeo
L'autrice si è recata in Polonia per avere notizie e testimonianze sui primi trent'anni di vita dello scrittore: a Radzymin, il villaggio dove Singer trascorse l'infanzia; ha conosciuto il figlio, che aveva appena cinque anni quando Singer lo lasciò dietro di sé partendo per l'America. A New York ha convinto alcune donne che contarono nella sua vita a parlarle di lui. A Stoccolma ha incontrato coloro che, nel 1978, attribuirono il Nobel allo scrittore che si esprimeva nella "lingua di nessuno". Un viaggio che ha svelato, dietro lo stereotipo del cantore dell'anima ebraica, un campione dello smarrimento fisico e metafisico, uno dei più moderni virtuosi dell'angoscia e dello scacco esistenziale.
Scrivere, che strana idea! Vita di Milan Kundera Noiville Florence - Neri Pozza, 2026 - I Colibrì
Dovette pensare a uno scherzo, Milan Kundera, davanti alla richiesta della giovane giornalista di partecipare a una trasmissione tv per l'uscita del suo ultimo libro. Dalla metà degli anni Ottanta, lo scrittore ceco si era chiuso nel silenzio mediatico, ancor più fragoroso dopo il successo planetario de L'insostenibile leggerezza dell'essere. Così Florence Noiville incassa il prevedibile rifiuto ottenendo però l'inaspettata offerta di articoli per Le Monde, su cui lei scrive di libri. Comincia in questo modo la lunga amicizia che si estenderà subito ai rispettivi coniugi, fatta di conversazioni nei caffè, chiacchierate nell'appartamento parigino dei Kundera, viaggi; un'amicizia che è l'ossatura di questa delicata e atipica biografia satura dello scrittore che detestava parlare della sua vita. Noiville ha avuto dunque il raro privilegio di entrare, non solo metaforicamente, nelle stanze chiuse dell'autore più elusivo della contemporaneità, dove il tritadocumenti era sempre acceso perché nulla restasse dei suoi scritti privati. Dimenticate la mia vita, aprite i miei libri, diceva soltanto. Nel rispetto di questa volontà, Noiville costruisce un ritratto intimo e inedito dell'«ultimo poeta del romanzo» - come lo definisce felicemente Alessandro Piperno nella sua prefazione -, che prende la forma di una passeggiata tra i ricordi, le fotografie, gli aneddoti, un viaggio rivelatore nella Moravia natale. E, naturalmente, tra le pagine dell'opera kunderiana, dove emerge in filigrana, più nitida che in qualunque resoconto biografico, la vicenda umana di quell'ironico e lucido maestro della disillusione che seppe trasformare l'assurdo in bellezza.