Libri di Giuseppe Novero
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Mussolini e il generale. Pietro Gazzera, ministro della guerra lungo le tragedie del Novecento Novero Giuseppe - Rubbettino, 2009 - Storie
Nei cinque anni in cui fu alla guida del dicastero della Guerra, Gazzera, due volte la settimana, varcava il portone di Palazzo Venezia con una cartellina contenente i fogli su cui erano riportati i problemi da sottoporre al Presidente del Consiglio dei Ministri. Dopo qualche mese dall'inizio degli incontri Mussolini invitò il Generale a non prendere più appunti durante quei colloqui. Fu allora che cominciò a lasciarsi andare a giudizi e commenti. Gazzera, uscito da quei colloqui, si fermava nell'anticamera della sala del Mappamondo e riapriva la sua cartellina per annotare quello che, al cospetto del Duce, non aveva potuto fare. Emerge da questi appunti - molti inediti -il quadro di un Mussolini che alterna lucidità politica e giudizi sferzanti, sarcasmo e assoluta mancanza di scrupoli, cecità diplomatica e desiderio di avventure. Come quando, nel 1933, un esercito di 300.000 uomini avrebbe dovuto invadere a sorpresa la Francia. Il Ministro della Guerra espresse subito il suo parere decisamente contrario scrivendo nel diario: "I gerarchi hanno intuito che Mussolini desidera fare un colpo di testa e si affannano a presentargli proposte". E fu proprio la saldatura tra frange dei vertici militari e il regime a provocare la caduta del Ministro. Si può dunque riconoscere a Pietro Gazzera il titolo di ultimo tra i generali responsabili della guida militare del nostro Paese che abbia perseguito una politica di efficienza e tenuto a bada il fascismo?
I prigionieri dei Savoia. La storia della Caienna italiana nel Borneo Novero Giuseppe - Sugarco, 2011
Ai suoi esordi, lo Stato unitario italiano per "liberarsi" dei prigionieri di guerra del Regno delle Due Sicilie, tentò la via della deportazione di massa in Paesi lontani. Per quasi dieci anni i ministri dei Savoia cercarono di fondare una colonia di deportazione prima nel mar Rosso, poi in Patagonia e in Tunisia. Ma gli sforzi della diplomazia si orientarono, ad un certo punto, sull'isola del Borneo dove il governo intendeva creare una vera e propria Caienna. L'autore ha ritrovato i carteggi diplomatici, le relazioni di governo, i dispacci, i diari di bordo delle navi che testimoniano tutte le fasi del progetto. Il libro ripercorre molte altre storie dimenticate del Risorgimento: l'assedio di Gaeta e il romantico eroismo della regina Maria Sofia, i "falsi della storia", i campi di detenzione dei prigionieri, le vicende che opposero soldati e briganti, fino al doloroso epilogo dell.emigrazione. Emerge la storia dell.Italia nata dal Risorgimento con tutte le sue sfaccettature: con gli eroismi e le viltà, gli slanci ideali e le nefandezze. Con un chiaro obiettivo: liberarsi dei luoghi comuni, delle forzature e delle logiche che ancora oggi accompagnano la lettura di quei momenti.