Libri di Cur Onofri
Bibliografia di Cur Onofri: tutti i libri in vendita online Interesse locale, storia familiare, ricordi
La spada, la croce e il giglio. L'Appennino romagnolo nel Medioevo e in Età moderna Onofri L. (Cur.) - Il Ponte Vecchio, 2021 - Vicus. Testi E Documenti Di Storia Locale
Testi di: Maria Sofia Celli, Luca Onofri, Ettore Povia, Francesca Ture. Terra di confine, di spiritualità e di conquista, l'Appennino romagnolo ha vissuto nel Medioevo e nell'Età Moderna secoli cruciali, che ne hanno segnato la cultura ed il paesaggio. Le foreste selvagge e le impervie vallate furono la meta prediletta di asceti ed eremiti, che iniziarono a popolare queste montagne, innescando un processo di antropizzazione, il cui esito fu la nascita di grandi abbazie, sovraintese da potenti abati. I passi e le strade, percorsi da mercanti, pellegrini ed eserciti, divennero l'oggetto delle mire e delle attenzioni dei signori feudali, che resero l'area appenninica una scacchiera punteggiata di torri e castelli. Le stesse vie di comunicazione, che costituivano una testa di ponte verso le fertili e strategiche pianure romagnole, attrassero l'attenzione di Firenze, città potente, bramosa di commercio ed affamata di cereali, la quale ben presto valicò lo spartiacque imponendo il suo dominio sulle montagne romagnole. Tali sono state le dinamiche che hanno segnato questa terra e che hanno scandito la vita dei popoli delle sue vallate, dove ancora si possono scorgere i ruderi di antiche case coloniche, segni tangibili di una quotidianità rimasta immutata nel tempo, sino a pochi decenni fa. Monaci, signori feudali e conquistatori toscani sono i principali protagonisti di questo libro, che vuole essere non solo una raccolta di informazioni storiche sul l'Appennino romagnolo nel suo complesso, ma anche una guida per conoscere e scoprire una terra di confine, per nulla marginale nella storia della Romagna.
Giorgio Bassani e il cimitero israelitico di via delle Vigne Onofri Silvana Ciccone E. (Cur.) - Accademia D'arte Città Di Ferrara Aps, 2026
L'unico cimitero ebraico ancora attivo della città, situato nel quadrante nord-est dell'Addizione Erculea, sorge su un'area di circa quattro ettari acquisita progressivamente dalla Comunità a partire dal 1626. Negli ultimi anni è stato oggetto di un significativo intervento di recupero e valorizzazione, sostenuto da finanziamenti comunali, regionali, nazionali - nell'ambito del PNRR - ed europei. Il libro accompagna il visitatore alla scoperta di questo spazio attraverso la descrizione dei suoi cinque settori, delle tradizioni che ne regolano le sepolture e dei gesti simbolici che ne abitano le lapidi - i sassolini bianchi, i bigliettini, il silenzio delle pietre che non appassiscono.