Libri di Massimo Padalino
Bibliografia di Massimo Padalino: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
La pagina spar(t)ita ovvero 15 modi in cui la grande letteratura ha parlato di musica dal Cinquecento a noi Padalino Massimo - Arcana, 2025 - Musica
Ci sono libri che hanno più pagine di quante ne contengano in volume. Ad esempio, i libri di quegli scrittori che hanno nascosto nei loro tomi, siano essi romanzi moderni o postmoderni, racconti per bambini, saggi in forma dialogica, o narrativa d'avanguardia tout court, l'ingrediente segreto che olia gli ingranaggi della loro arte: la musica. Lo certificano autori di grandezza assoluta, quali il Tolstoj de La Sonata a Kreutzer, che attraverso le note di una celeberrima opera beethoveniana ci fa rivivere nientemeno che un uxoricidio; o ancora l'Italo Calvino autore di canzoni "leggere", il Denis Diderot filosofico del Nipote di Rameau, lo Shakespeare giullaresco e ilare di certi suoi capolavori intrinsecamente musicali, come anche l'Henry Miller in vena di polemiche antiamericane a suon di note futuristiche, il Joyce dell'Ulisse con la polifonia delle/nelle sue tante voci, Proust e la mastodontica investigazione musical-interiore di À la recherche du temps perdu, e dulcis in fundo narratori dall'afflato avventuroso e popolare quali Balzac o Stendhal, per non parlare poi di Pynchon e della sua passione per il jazz e per la miriade di personaggi fittizi che lo riportano a galla nella sua scrittura incredibilmente stimolante a più livelli. Tutto questo è "La pagina spar(t)ita", un viaggio verso la dimensione musicale della pagina scritta e delle vicende musicali vere e proprie che in essa si celano.
Rumore su carta. Il ritmo della letteratura dal beat ai postmoderni Padalino Massimo - Jimenez, 2026 - Saggistica Italiana
La letteratura del secondo Novecento non solo continua a parlarci di musica, ma in molti casi... suona. Da Jack Kerouac, che voleva scrivere romanzi come assoli bebop, a Allen Ginsberg, che modellava i versi sul respiro del jazz, fino a William S. Burroughs, che trasformò la pagina in una macchina da remix col cut-up, il testo diventa spartito, ritmo, loop, improvvisazione. Con la Beat Generation prende spunto l'idea che un romanzo possa funzionare come un disco: tracce, variazioni, ritorni tematici. Da lì la scia continua: Philip K. Dick che vibra come un'interferenza radio, J.G. Ballard che scrive paesaggi sonori post-industriali, Pynchon che incrocia compositori reali a partiture irreali; Don DeLillo che fa del rumore mediatico una partitura narrativa, Chuck Palahniuk che costruisce romanzi come set punk, David Foster Wallace che cita il rap come modello di crossover stilistico, Bret Easton Ellis che usa le playlist come palinsesto romanzesco; giù giù, fino a Lansdale che scaraventa Elvis, oramai ridotto a una vecchia cariatide rock, in un universo parallelo. Questo libro è una visita guidata alle pagine degli scrittori (post-)moderni che non solo parlano di musica e la citano, ma a lei si ispirano fino a farla (ri)suonare. In fondo, lo "scrittore d'oggi" non ha mai smesso di inseguire un sogno antico: nutrirsi di musica - sia essa jazz, rock, pop, rap, classica o avanguardia - parlandoci di essa, da un lato, e trasformandola in pagina scritta-partitura, dall'altro. Perché ci sono scrittori che non solo vanno letti, ma soprattutto... vanno ascoltati.