Libri di Cur Paganetto
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Authorities. Imparzialità e indipendenza Paganetto L. (Cur.) - Donzelli, 2007 - Saggine
Negli ultimi anni si è andata sempre più delineando la necessità di vigilare sui vari settori produttivi e di mercato, al fine di aumentare la tutela dei soggetti concorrenti e al contempo le garanzie dei consumatori. Si è perciò assistito al formarsi anche in Italia di organi di controllo superpartes denominati Authorities. Dall'Antitrust, garante della concorrenza e del mercato, all'Autorità per l'energia elettrica e il gas, dall'Autorithy per le Telecomunicazioni, al Garante della Privacy. In questo volume a più mani si approfondisce il ruolo delle Authorities all'interno delle dinamiche istituzionali e amministrative. Il compito di "magistratura", infatti, e la funzione di garante degli interessi dei consumatori e degli utenti dei servizi possono essere declinati in modi diversi a seconda delle caratteristiche dei sistemi sociali ed economici in cui si opera. Grazie alla pluralità dei punti di vista rappresentati, il volume offre un quadro delle diverse tipologie di provvedimenti adottati dalle Autorità indipendenti. Un'attenzione specifica viene dedicata ai rapporti con l'ordinamento dell'Europa comunitaria. Si cerca in tal modo di evidenziare come le peculiarità di autonomia e indipendenza delle Autorità italiane vengano effettivamente a realizzarsi nelle azioni concrete e nei provvedimenti.
Ripensare Maastricht Paganetto L. (Cur.) - Eurilink University Press, 2015 - Campus
Le forti difficoltà che si sono manifestate nella governance europea nel corso della crisi del 2008 e in quella del 2011 hanno trovato espressione emblematica nello stallo che, a lungo e di recente, ha messo in discussione la soluzione delle complessa vicenda della crisi della Grecia. I contributi raccolti in questo volume sono precedenti quest'ultima vicenda e segnalano l'esigenza, ormai assai sentita, di un ripensamento della governance europea senza, peraltro, trascurare i passi avanti che sono stati fatti in questi anni, in particolare con il nuovo ruolo assunto, di fatto, dalla ECB, dall'adozione dei meccanismi previsti dall'ESM, fino all'accordo in materia di Unione Bancaria. L'economia reale, pur invertendo la spirale recessiva iniziata nel 2008, non sembra mostrare, peraltro, i segni di un nuovo dinamismo, nonostante che i mercati finanziari attraversino una fase di relativa stabilità. Sono più di 26 milioni i disoccupati nella EU. Sono presenti spinte deflattive segnalate da un tasso d'inflazione inferiore all'1%. Le disuguaglianze di reddito stanno crescendo e il numero dei NEET non tende a diminuire nei paesi europei che più ne soffrono. All'interno dell'Eurozona aumentano le divergenze di crescita e benessere per i paesi della periferia.
Mezzogiorno tra crisi globale, Mediterraneo e federalismo fiscale Paganetto L. (Cur.) - Eurilink University Press, 2012 - Campus
Le differenze nei livelli di reddito, nella crescita e nel benessere sono connaturate ai processi di sviluppo economico. L'esperienza maturata negli anni prima della crisi, mostra casi come quelli dell'Irlanda e della Germania dell'Est nei quali si sono verificate considerevoli accelerazioni delle posizioni relative di questi paesi considerati a lungo assai in ritardo. Il Mezzogiorno, tranne nella fase relativamente breve seguita all'azione della "prima" Cassa per il Mezzogiorno, ha continuato a segnare un differenziale di crescita rispetto al Nord, a dispetto degli ingenti trasferimenti di risorse di cui ha goduto, per effetto dell'intervento straordinario. Questa circostanza ha, ormai da tempo, determinato il venir meno delle ragioni che avevano spinto questo tipo di intervento fino a mettere in discussione la stessa logica di un'azione concentrata sulla riduzione del divario. La crisi economica che ha investito il mondo nel 2008 e che stenta ad essere superata, ha reso evidenti cambiamenti decisivi nel posizionamento competitivo dei singoli paesi e delle diverse aree del mondo, con cui tutti ci dovremo confrontare. Il Mezzogiorno non può sfuggire a questa sfida, visto che dovrà confrontarsi, oltre che con la crisi globale, con quella dei paesi del Mediterraneo e definire un suo posizionamento competitivo che non potrà certo limitarsi al confronto Nord-Sud.