Libri di Giuseppe Palmisciano
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«Fratelli di... Chàvez». Dieci anni di rivoluzione bolivariana nella publicistica italiana (1999-2009) Palmisciano Giuseppe Scocozza Antonio - Le Càriti Editore, 2011 - Estremo Occidente
«Fratelli di... Chàvez». Dieci anni di rivoluzione bolivariana nella publicistica italiana (1999-2009) - Le Càriti Editore
Il cattolicesimo politico napoletano dall'età giolittiana all'Italia repubblicana. Vol. 1: 1898-1920 dal clerico-moderatismo al Partito popolare Palmisciano Giuseppe - La Città Del Sole, 2008
Il volume ricostruisce, attraverso fonti archivistiche e periodiche per lo più inedite, l'evoluzione del cattolicesimo politico napoletano da movimento a Partito politico, nell'arco di tempo che parte dall'ultimo quindicennio giolittiano ed arriva fino alla fondazione del Partito popolare. Legittimismo borbonico, murrismo democratico cristiano, intransigentismo dell'Opera dei Congressi, clerico-moderatismo del Circolo per gli interessi cattolici di Napoli, popolarismo di matrice sturziana, queste sono le varie correnti interne al movimento cattolico napoletano che il libro cerca di evidenziare e approfondire. Il percorso storico che si snoda, pur con tutte le lotte intestine tra le varie anime del cattolicesimo napoletano, conferma una partecipazione attiva dei cattolici napoletani alla vita amministrativa della città di Napoli ed un contributo altrettanto importante alla definizione di una spiccata identità del popolarismo napoletano. Giulio Rodino, il leader del Partito popolare a Napoli, incarna la parabola del cattolicesimo napoletano, che esce dalle secche del provincialismo clientelare meridionale, per inserirsi a pieno titolo nella storia politica nazionale.
L'università di Napoli nell'età della Restaurazione. Tra amalgama, moti e repressione Palmisciano Giuseppe - Il Mulino, 2012 - Il Veliero
Il volume analizza la didattica e i manuali delle discipline umanistiche e giuridico-economiche in un periodo molto delicato per il Regno di Napoli, quello della Restaurazione. Ne emerge un quadro eterogeneo della cultura universitaria napoletana, spesso, nella sua storia, sottoposta a controllo e censura da parte delle autorità di polizia. I moti costituzionali, che vedono la partecipazione di tanti studenti, divengono occasione propizia per cancellare qualsiasi traccia di autonomia della didattica e della già scarsa ricerca universitaria così che la dinastia borbonica possa rinsaldare l'alleanza con la Chiesa in funzione controrivoluzionaria. Anche la cultura universitaria diventa in tal modo terreno di propaganda a sostegno della lotta contro ogni fermento di critica o contestazione al dogmatismo imperante. Si cerca di sottrarre ai settori di più alto interesse per l'evoluzione della società le recenti conquiste dell'illuminismo. Non sempre riuscendovi, però: perché se ciò accade per l'economia politica, la storia, la filosofia, la letteratura italiana, il settore penale riuscirà invece a difendere le fondamentali acquisizioni di Pagano e Filangieri. Un'eccezione, in un panorama che mostra come il soffocamento del libero sapere sia una costante nei periodi autoritari.