Libri di Giuseppe Palmisciano
Bibliografia di Giuseppe Palmisciano: tutti i libri in vendita online SCIENZE UMANE
L'università di Napoli nell'età della Restaurazione. Tra amalgama, moti e repressione Palmisciano Giuseppe - Il Mulino, 2012 - Il Veliero
Il volume analizza la didattica e i manuali delle discipline umanistiche e giuridico-economiche in un periodo molto delicato per il Regno di Napoli, quello della Restaurazione. Ne emerge un quadro eterogeneo della cultura universitaria napoletana, spesso, nella sua storia, sottoposta a controllo e censura da parte delle autorità di polizia. I moti costituzionali, che vedono la partecipazione di tanti studenti, divengono occasione propizia per cancellare qualsiasi traccia di autonomia della didattica e della già scarsa ricerca universitaria così che la dinastia borbonica possa rinsaldare l'alleanza con la Chiesa in funzione controrivoluzionaria. Anche la cultura universitaria diventa in tal modo terreno di propaganda a sostegno della lotta contro ogni fermento di critica o contestazione al dogmatismo imperante. Si cerca di sottrarre ai settori di più alto interesse per l'evoluzione della società le recenti conquiste dell'illuminismo. Non sempre riuscendovi, però: perché se ciò accade per l'economia politica, la storia, la filosofia, la letteratura italiana, il settore penale riuscirà invece a difendere le fondamentali acquisizioni di Pagano e Filangieri. Un'eccezione, in un panorama che mostra come il soffocamento del libero sapere sia una costante nei periodi autoritari.
La «carità» di Ludovico da Casoria. Chiesa, cultura e movimento cattolico a Napoli dopo l'Unità di Italia Palmisciano Giuseppe - Il Pozzo Di Giacobbe, 2018 - Oi Christianoi. Sezione Moderna E Contemporanea
Stereotipi e pregiudizi storiografici hanno delineato un modello di cattolicesimo napoletano permeato di cultura antirisorgimentale, imbevuto di legittimismo borbonico e intransigenza filopapale. La vicenda biografica di Ludovico da Casoria (primo santo napoletano del pontificato di Papa Francesco) e della rivista da lui tenacemente voluta, La Carità, è emblematica di una questione cattolica napoletana molto più complessa e articolata. In un contesto ancora esacerbato dalle polemiche tra Stato e Chiesa negli anni immediatamente postunitari e dalla perdita di Napoli del ruolo di capitale, il periodico diventa ben presto l'espressione più qualificata di una cultura cattolica sempre più influenzata dagli stimoli dell'incontro tra liberalismo non anticlericale e cattolicesimo non antinazionale (la rivista ospita articoli di A. Capecelatro, P. Campello della Spina, C. Cantù, E. Cenni, A. Conti, F. Dupanloup, F. Persico) e sempre più attenta e sensibile quindi ai cenacoli e alla stampa italiana che privilegiano la coraggiosa scelta di una progressiva conciliazione tra liberali e cattolici, favorendo la maturazione di un movimento cattolico che anche a Napoli si avvia speditamente nel percorso dell'impegno sociale e politico. L'avvento del pontificato di Leone XIII e la sconfitta irreversibile della corrente intransigente con l'enciclica Immortale Dei, valorizzano ancor più le sensibilità culturali del periodico che ormai è diventato la voce più autorevole a Napoli di un cattolicesimo autenticamente nazionale, il quale con l'enciclica Aeterni Patris si impegna attivamente nella lotta anti-hegeliana ed anti-positivista, per la costruzione di una filosofia compiutamente cristiana attraverso l'evoluzione di un tomismo non più reazionario e chiuso agli influssi e al confronto con la modernità.