Libri di Giovanni Paoletti
Bibliografia di Giovanni Paoletti: tutti i libri in vendita online SCIENZE UMANE
Passioni del tempo. Origine della religione e utilità della storia da Hobbes a Hume Paoletti Giovanni - Carocci, 2023 - I Tempi E Le Forme
Le passioni del tempo non si limitano ad avere un oggetto temporalmente determinato, ma investono il tempo in quanto tale: non il timore o l'aspettativa di uno specifico evento avvenire, ad esempio, ma quella dell'avvenire in sé. Passioni del genere, come ansia e timore, spavento o incertezza, furono al centro delle indagini di alcuni grandi pensatori di età moderna attorno al rapporto degli uomini con la storia e con il futuro. La religione, in particolare quella cristiana, era già stata in grado di offrire una potente chiave di lettura dell'esperienza della temporalità, delle emozioni che l'accompagnano e dei problemi che solleva. La paura, la speranza e le altre passioni legate al tempo divennero allora uno dei terreni di scontro tra i filosofi che si proposero di analizzarle razionalmente e la religione che per prima aveva saputo interpretarle. Nel libro si intende dimostrare che Hobbes, Spinoza, Vico e Hume, rielaborando l'antica tesi lucreziana secondo cui la religione è nata dalla paura - Primus in orbe deos fecit timor -, svilupparono una riflessione sull'esperienza del tempo che ha segnato la nostra coscienza storica.
Pensare la rivoluzione. Benjamin Constant e il gruppo di Coppet Paoletti Giovanni - Edizioni Ets, 2017 - Philosophica
Vissuti fra due secoli e passati dalla rivoluzione francese, gli intellettuali riuniti a inizio Ottocento attorno a Mme de Staël nel luogo-simbolo di Coppet furono allo stesso tempo attori e spettatori di un mondo in rapido cambiamento. Per Constant, Staël, Sismondi e gli altri membri del gruppo, pensare la Rivoluzione significò innanzitutto provare a dare senso a un'accelerazione drammatica della storia e ai suoi paradossi. Significò anche ripensare le forme del potere, le modalità della vita associata, il rapporto fra linguaggio, finzione e realtà, quello fra la libertà, il tempo e la storia. Questo libro è un'indagine attorno a una costellazione d'intellettuali che Stendhal definì gli «stati generali dell'opinione pubblica europea», e illustra il contributo cruciale che hanno dato al modo in cui ancor oggi comprendiamo la realtà politica.
Illusioni e libertà. Benjamin Constant e gli antichi Paoletti Giovanni - Carocci, 2001 - Ricerche
Protezione delle libertà individuali o degli affari privati, riduzione dello Stato a garante o della politica all'esprit commerçant, primato della società civile o trionfo del mercato: comunque li si intenda, questi tratti generalmente associati al liberalismo si estendono al modo in cui viene per lo più interpretata la filosofia politica di Benjamin Constant (1767-1830). Il suo Discorso sulla libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni (1819) fa autorità per la tesi che vede nel liberalismo la teoria della modernità politica per eccellenza, fondata sul programmatico rifiuto degli antichi, i 'democratici Greci come l''antico regime . Alle celebri pagine in cui Constant demistifica l'anacronistica emulazione di Greci e Romani durante la Rivoluzione francese, fanno tuttavia da controcanto quelle in cui investe la storia antica di un valore esemplare, come l'esperienza privilegiata dei soli popoli per cui la parola libertà abbia avuto un senso prima di noi. L'immagine delle repubbliche antiche, apprezzata nel suo insieme, permette di considerare sotto una luce nuova i concetti-chiave del pensiero politico constantiano e i loro dilemmi: qual è, in politica, lo statuto d'illusioni e credenze' Come è possibile preferire il giogo di un despota alla libertà nelle leggi' Come mantenere la libertà, o rinconquistarla'