Libri di Paolo Paoletti
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Beate menzogne (e venerabili segreti). Elia Dalla Costa: il cardinale che tradì Firenze (1943-1945) Paoletti Paolo - Edizioni Tassinari, 2020
Arcivescovo di Firenze dal 1931 al 1958, il Cardinale Elia Dalla Costa (1872-1961) è stato sempre considerato il promotore della dichiarazione tedesca di "Firenze città aperta", il custode - non solo spirituale - degli interessi della popolazione durante l'occupazione nazista. Per tali meriti, nel luglio 1945 gli venne conferita la cittadinanza onoraria di Firenze. In occasione del ventennale della sua morte la diocesi di Firenze avviò il processo di beatificazione, che fu convalidato nel 1993. Nel 2017 è stato dichiarato Venerabile da Papa Francesco. Inoltre, per il suo impegno nell'opera di salvataggio degli Ebrei presenti in città durante la guerra, nel 2012 il Cardinale Dalla Costa è stato riconosciuto "Giusto fra le Nazioni" dal Museo dell'Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme. Questo dicono le tradizionali fonti ufficiali. La realtà storica dei fatti di cui si rese responsabile il Cardinale, in occasione della liberazione di Firenze, come emerge chiaramente da queste pagine, è ben diversa: ne scaturisce una figura ieratica, ambigua, fortemente condizionata dell'ambizione, menzognera, cinica e calcolatrice.
Rodolfo Siviero: l'uomo dei «miracoli». Il «mago» che trasformò un traditore comunista in un eroe fiorentino, gli Stati Uniti d'America in malfattori a caccia dei nostri capolavori artistici e se stesso in un salvatore di opere d'arte per occultare Paoletti Paolo - Edizioni Tassinari, 2023
Nel corso del biennio 1954-55 Rodolfo Siviero innescò, sulle pagine della rivista "L'Europeo", una polemica con lo storico dell'arte americano Frederick Hartt, già appartenente all'Ufficio alleato per la Tutela dei Monumenti, delle Opere d'arte e degli Archivi, che operò nel corso della seconda guerra mondiale, denominato M.F.A.A. (Monuments, Fine Arts and Archives). In conseguenza di tale diatriba, Hartt informò l'ambasciata americana a Roma sulle accuse di Siviero agli Stati Uniti d'America. Poi nel 1974 lo stesso Siviero si vantò di aver collaborato con il Quartier Generale alleato del Mediterraneo. Con la presente opera si fa luce su quella grande contraddizione, sull'operato di Siviero e sui suoi rapporti con gli Alleati e la Resistenza (in particolare con Bruno Becchi).