Libri di Germana Pareti
Bibliografia di Germana Pareti: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: dal 1900
Il tatto e la profondità. La rivincita dei sensi oscuri Pareti Germana - Rosenberg & Sellier, 2024 - Physis
Negli ultimi decenni le modalità sensoriali tradizionalmente considerate meno nobili rispetto alla vista hanno ricevuto un rinnovato interesse in ambiti diversificati quali le neuroscienze e l'architettura. Di questa attenzione ha beneficiato in particolar modo la modalità tattile, che è oggetto di indagine da parte di una disciplina nata dal connubio tra quei settori di ricerca, la neuroarchitettura. Ma, a onor del vero, va rimarcato che nel corso della storia, sia pure tra alterne vicende, il tatto ha goduto della considerazione di filosofi, scienziati, teorici dell'arte ed estetologi. Di questo percorso, qui si illustrano le tappe salienti.
Embrioni e terra natia. Le diverse «fortune» di Viktor Hamburger e Martin Heidegger Pareti Germana - Franco Angeli, 2019 - Filosofia
Che cosa avevano in comune il neuroembriologo tedesco che, pur senza dividere il premio Nobel con Rita Levi-Montalcini e Stan Cohen, diede un contributo fondamentale alla scoperta dell'NGF (fattore di crescita neuronale), e l'autore di "Essere e tempo"? Oltre alla formazione nell'Università di Friburgo, Viktor Hamburger e Martin Heidegger condividevano l'interesse per la filosofia, ma soprattutto una passione estrema per la montagna e per l'ambiente naturalistico della Foresta Nera. Heidegger fu anche il rettore che nel 1933, applicando la "Legge per la restaurazione del servizio civile professionale", firmò il licenziamento di Hamburger, il quale aveva origini ebraiche. Viktor, che all'epoca era a Chicago per motivi di studio, rimase per tutta la vita in America, dove a St. Louis, negli anni Cinquanta, mise il suo laboratorio a disposizione di Rita e Stan. Di Heidegger sono note le simpatie per il nazionalsocialismo, la caduta e una sua parziale rinascita. Al di là di due percorsi di vita divergenti, quello che rimase intatto e li accomunò fino alla morte fu l'amore per la natura, che si concretò in un caso nell'atteggiamento olistico di un'"alleanza" con l'embrione; nell'altro caso, in una produzione filosofica, sia pure minore, costellata da continui riferimenti ai sentieri, ai fiumi e al paesaggio alpestre.
Che fare, quando fare, se fare. Un'indagine sui processi reconditi dell'atto volontario Pareti Germana Zippo Antonio G. - Rosenberg & Sellier, 2016 - Physis
Ha ancora senso, oggi, il dibattito classico sul libero arbitrio, frutto più di preoccupazioni teologiche che non di dilemmi morali? Perché i filosofi, e sovente persino gli scienziati, considerano il cervello un rozzo substrato materiale, che senza l'apporto dell'homunculus non sembra rivestire alcun ruolo ai fini della scelta e della libera decisione? È ancora possibile sostenere la tesi della consapevolezza dell'agire volontario, se esistono prove di processi determinanti inconsci in aree corticali? "Coscienza" e "volontà" sono stati tra di loro inscindibili? Sono alcuni dei quesiti al centro di questo studio, che si propone di offrire un contributo al dibattito attuale su intenzioni, decisioni e azioni, facendo emergere il ruolo dei meccanismi corticali coinvolti nell'atto volontario e consapevole, con particolare riferimento ai risultati delle recenti ricerche neuroscientifiche, che hanno rivitalizzato la discussione sul tema avviata negli anni Ottanta dagli esperimenti pionieristici di Benjamin Libet.