Libri di Carlo Pasi
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L'altra scena. Scritti su Antonin Artaud Pasi Carlo - Logisma Editore, 2013 - Biblioteca Dell'accademia Florentia Mater
Tre saggi su Antonin Artaud che confluiscono in una mobile e fluttuante unità. Vengono messi a fuoco, non solo i risvolti rimasti nell'ombra della vita e dell'opera del commediografo francese, ma il suo fulcro segreto, quasi una dimensione inconscia che ne rivela aspetti inesplorati. Dal Dialogo transferale della Corrispondenza con J. Rivière fino alla violenta irradiazione di Rodez e dopo Rodez che culmina nell'invenzione di un nuovo linguaggio, innestato al suo corpo-teatro (un combattente nato). Il secondo scomparto, col rapporto con Alfred Jarry, ripercorre, da un altro versante, l'emersione vibratoria di quel corpo-teatro che si fa espressione visionaria di una nuova mitologia in cui l'Ubu-Hitler diventa il demone fagocitante, il fantoccio che ha imbrattato il corso della storia come follia e menzogna dell'essere. Alla fine, nel fantasma femminile delle Filles de coeur à naître, si proietta il nucleo germinale della spinta poetica di Artaud, una poesia incarnata nel souffle intesa come genesi della creazione.
Poesie interrogative Pasi Carlo - L'obliquo, 2005 - Ozi
Poesie interrogative - L'Obliquo
La comunicazione crudele. Da Baudelaire a Beckett Pasi Carlo - Bollati Boringhieri, 1998 - Saggi. Arte E Letteratura
Baudelaire, Artaud, Bataille, Céline, Michaux, Beckett: altrettanti autori che, in un modo o nell'altro, si sono scontrati con il rischio del silenzio e ne sono emersi producendo alcune delle opere più significative dei tempi moderni. Emblematico il caso di Antonin Artaud che, subito dopo la guerra, ci ha trasmesso l'impossibilità di dire cui è stato condannato il poeta, e i suoi contorcimenti per testimoniare: ridotto a corpo recluso, egli è diventato la vittima sacrificale che invia segnali della propria agonia. Così, identificando la propria esperienza di internato in manicomio con la tragedia dei campi di sterminio, Artaud ha potuto portare in scena con il suo nuovo teatro della crudeltà le torture del secolo. In generale, è l'innesto tra i due momenti - il conflitto interiore e il suo prolungamento all'esterno - a generare i disordini espressivi, le "grandi irregolarità di linguaggio" di cui si parla nel libro di Pasi. La crisi sofferta nei confronti dei condizionamenti espressivi provoca un senso di non-appartenenza che si risolve in un'aggressione inventiva contro la propria lingua. La crudeltà si radica allora nel blocco iniziale in cui pensiero e linguaggio non riescono a integrarsi per ripiegare e proiettarsi in espressioni dirompenti. Come ha scritto Bataille, "il rifiuto di comunicare è una forma di comunicazione più violenta, più efficace".