Libri di Valentina Paze
Bibliografia di Valentina Paze: tutti i libri in vendita online Struttura e processi politici
I non rappresentati. Esclusi, arrabbiati, disillusi Pazé Valentina - Ega-Edizioni Gruppo Abele, 2024 - I Ricci
Se c'è una costante che si ripresenta a ogni appuntamento elettorale, è il dato sull'astensionismo. La scelta di non votare, che sia espressione di disillusione o di protesta, pone ineludibili interrogativi sulla tenuta democratica del Paese. Perché non c'è democrazia senza rappresentanza. E non c'è rappresentanza senza la partecipazione dei cittadini alla vita politica. Nel saggio l'autrice si interroga su questo fenomeno, ma riflette anche su coloro a cui sono oggi negati i diritti politici, come gli stranieri, e su chi risulta escluso dalla rappresentanza a causa delle storture di modelli elettorali e istituzionali falsamente democratici, perché piegati all'imperativo della governabilità. Che dire poi di soggetti come le generazioni future, gli animali, la natura, oggi per lo più privi di qualcuno che ne tuteli gli interessi nelle istituzioni? Essenziale nel ragionamento di Pazé la riflessione su quali possano essere i modelli di governo realmente in grado di garantire la rappresentanza e la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, anche con riferimento alla discussa "madre di tutte le riforme", il premierato.
In nome del popolo. Il problema democratico Pazé Valentina - Laterza, 2011 - Libri Del Tempo
La democrazia non godeva di buona fama nell'antichità, neppure nella città che le aveva dato i natali. L'avversione di gran parte degli intellettuali ateniesi nei confronti del governo 'dei molti' derivava dall'opinione per lo più negativa che gli scrittori antichi avevano del popolo, assimilato a una massa ignorante e irrazionale, facile preda delle lusinghe dei demagoghi. Nell'età moderna il giudizio nei confronti della democrazia muta, ma i dubbi sulla capacità del popolo di autogovernarsi si ripropongono, alimentati dai non pochi casi di pessime decisioni assunte dai cittadini nell'esercizio della sovranità: dalla elezione di Luigi Napoleone a presidente della Repubblica, nel 1848, al voto che conduce al potere Hitler, nel 1933, all'irresistibile ascesa, nel corso del XX e XXI secolo, di improbabili 'uomini della provvidenza' che, in nome del popolo, si ergono al di sopra della legge e dello stato di diritto. Il volume si sofferma su alcuni di questi episodi, identificando quattro distinte dimensioni del problema dell'incompetenza del popolo, esemplificate dalle figure del demos, della plebe, dei subalterni e degli 'stupidi'. Tali figure fanno la loro comparsa in epoche diverse, suscitando la paura e l'ostilità dei ceti colti e aristocratici, ma provocando sconcerto anche in chi crede nel valore dell'eguaglianza politica, ma non si nasconde il problema delle insufficienti capacità critiche dei cittadini-elettori.
Cittadini senza politica. Politica senza cittadini Pazé Valentina - Ega-Edizioni Gruppo Abele, 2016 - I Ricci
Gli elettori disertano le urne, i partiti si svuotano di iscritti e di militanti, la fiducia nelle istituzioni è ai minimi termini. E i conflitti, le tensioni, le proteste vengono sempre più disattesi e trasformati in problemi di ordine pubblico. In sintesi, i cittadini sono senza politica. In parallelo, la politica sembra non avere bisogno dei cittadini e risponde alla loro disaffezione con leggi elettorali che regalano seggi al primo partito (in modo che chi è minoranza nel Paese si tramuti in maggioranza nelle istituzioni) e con "riforme" decise da una ristretta oligarchia politico-economicofinanziaria spesso sovranazionale. Ciò pone una domanda di fondo: siamo alla fine della democrazia rappresentativa, fondata su un rapporto di osmosi tra i cittadini e i loro rappresentanti? Trattandosi di un'invenzione tutto sommato recente, con meno di un secolo di rodaggio alle spalle (se si tiene conto del ritardo con cui è stato esteso il diritto di voto alle donne), la risposta è prematura. Ma certo, in questo momento non ci sono molte ragioni per essere ottimisti. La possibilità di una ripresa, o di un nuovo inizio, dipenderà dal fatto che le strade dei cittadini e quelle della politica tornino, in qualche modo, a incontrarsi.