Libri di Vincenza Perdichizzi
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Testi e avantesti alfieriani Perdichizzi Vincenza - Fabrizio Serra Editore, 2018 - Biblioteca Di «Seicento E Settecento»
L'autrice ha raccolto qui una serie di contributi apparsi in riviste, in volumi collettivi e atti di convegno dal 2004 al 2018, accomunati dal soggetto alfieriano e dall'approccio genetico, in continuità con altre ricerche sull'apprendistato poetico di Vittorio Alfieri. I saggi sono stati emendati, aggiornati, ampliati e, in alcuni casi, consistentemente rielaborati rispetto alla prima versione. Alcuni si concentrano sull'opera teatrale dell'Alfieri, sui suoi rapporti con la tragedia antica e con quella francese del tempo e sul modello eroico da lui formulato. L'importanza del modello petrarchesco, in primis del Petrarca civile, gli studi sul Canzoniere, gli scritti e il dibattito sulla lingua e, infine, la "Vita", una delle più belle autobiografie del secolo, scritta a Parigi nel 1790, sono altri temi oggetto di studio.
L'apprendistato poetico di Vittori Alfieri. Cleopatraccia, traduzionaccie, estratti, postille Perdichizzi Vincenza - Edizioni Ets, 2013 - Alla Giornata. Studi E Testi Di Lett. It.
Dopo aver fissato nell'edizione Didot il corpus ufficiale delle sue tragedie, Alfieri scrive la propria autobiografia, incentrata sulla tardiva scoperta e sulla progressiva attuazione della vocazione poetica. L'opera si configura come un'epopea linguistica, il cui protagonista, originario di una regione culturalmente periferica e francofona come il Piemonte, supera le difficoltà iniziali per impossessarsi del toscano e degli strumenti dell'officina letteraria, stabilendo la sua dimora nella patria della tradizione poetica: Firenze. Seguendo le indicazioni della Vita, questo saggio esamina gli anni dell'apprendistato di Alfieri, analizzando i primi esperimenti tragici, "nati in veste spuria", e le traduzioni, le postille, gli estratti editi ed inediti, al fine di ricostruire le tappe del percorso che culmina nella Didot. Lo studio dei poeti del canone (Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso), spesso mediato dalla critica settecentesca, si accompagna a quello di modelli rimossi, come Marino, e di antimodelli, come Racine e Metastasio. Sulla composizione della biblioteca interiore di Alfieri, con i suoi scarti e le sue riscritture, agiscono le stesse istanze che permeano la sua produzione tragica, sospesa tra la solennità epica e il ripiegamento lirico, e il suo stile, esito di un difficile compromesso tra equilibrio classico e dismisura sublime.
Lingua e stile nelle tragedie di Vittorio Alfieri Perdichizzi Vincenza - Edizioni Ets, 2009
Lingua e stile nelle tragedie di Vittorio Alfieri - Edizioni ETS