Libri di Graziano Pesenti
Bibliografia di Graziano Pesenti: tutti i libri in vendita online EUROPA
Santa Zita vergine Pesenti Graziano - Velar, 2018 - Messaggeri D'amore
Zita nasce all'inizio del Duecento a Monsagrati in una famiglia povera. Passa l'infanzia e la fanciullezza tra casa, chiesa e lavoro. Le ristrettezze economiche ne condizionano il sano sviluppo fisico; la formazione religiosa cristiana eccellente unita a un'indole amabile e a una straordinaria generosità la fanno ben volere da tutti. A dodici anni entra al servizio della facoltosa famiglia Fatinelli di Lucca. In poco tempo attira la stima e la benevolenza dei padroni di casa: Zita si dimostra operosa, responsabile e onesta nelle faccende domestiche, buona e rispettosa con tutti, pia nella preghiera, generosa con i poveri. Decide nel suo cuore di consacrare tutta se stessa al Signore. Dopo dodici anni di servizio viene messa a capo di tutto il personale della casa. Il 27 aprile 1278, ultrasessantenne, Zita muore "in odore di santità". Sarà canonizzata da papa Innocenzo XII il 5 settembre 1696.
I martiri dell'Uganda Pesenti Graziano - Velar, 2018 - Messaggeri D'amore
Nel dicembre 1878 giungono in Buganda (regione meridionale dell'Uganda) i primi missionari d'Africa del cardinale Charles Lavigerie, i cosiddetti "padri bianchi". Il re Mutesa, pur accogliendoli, rimarrà sempre un personaggio estremamente ambiguo barcamenandosi tra paganesimo, islamismo e cristianesimo a seconda delle convenienze del momento. Il 7 novembre 1882 i missionari, in pericolo, devono abbandonare la Missione, rifugiandosi in una più accogliente zona limitrofa e lasciando in Buganda un pugno di cristiani e 250 catecumeni. Nonostante ciò il cristianesimo si propaga in quelle terre grazie proprio all'infaticabile ed eroico impegno di evangelizzazione dei pochi giovani cristiani rimasti. Alla morte del re Mutesa, il 10 ottobre 1884, gli succede uno dei figli, Mwanga, che inizialmente simpatizza per i cristiani; tra i paggi della sua corte, infatti, sono numerosissimi i convertiti. Il re fa ritornare nella sua terra i missionari europei. Ben presto però trasforma la sua iniziale benevolenza in odio feroce: il 15 novembre 1885 fa uccidere il suo maggiordomo Giuseppe Mukasa; tra la fine di maggio e i primi di giugno del 1886 fa trucidare decine tra servitori, paggi e funzionari, per la loro fede cristiana; il gruppo più numeroso, formato da cattolici e anglicani, è martirizzato il 3 giugno 1886 a Namugongo; il 27 gennaio 1887 fa decapitare Gian-Maria Muzeyi. Papa Benedetto XV, il 6 giugno 1920, beatifica ventidue gloriosi martiri, che vengono canonizzati l'8 ottobre 1964 dal pontefice Paolo VI.