Libri di Carlo Pestelli
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Bella ciao. La canzone della libertà Pestelli Carlo - Add Editore, 2016 - Esclamativi
Non c'è canzone al mondo capace di scatenare entusiasmi di piazza, cori ed euforia come Bella ciao, ma allo stesso tempo non c'è canzone così capace di suscitare dibattiti e dividere gli animi. Le note e le parole che tutti conosciamo nascondono un'energia che non ha pari nella musica popolare. In ogni manifestazione pubblica, a ogni anniversario, le note di Bella ciao sono simbolo di libertà e di liberazione. Ma dove nasce questa canzone? La storia ha origini incerte: decine di indizi e di suggestioni la riconducono a melodie bretoni, trovatori provenzali, mondine italiane, canzoni popolari di amori traditi, canti di protesta, stornelli per bambini. Tracce di passaggi di questa melodia compaiono in molte zone d'Italia, spuntano nei quartieri degli immigrati a New York per poi ricomparire nei bistrot degli chansonniers francesi e sui palchi dei grandi artisti contemporanei. L'approdo più noto è quello della Resistenza italiana ma la storia non si ferma, perché dagli anni Sessanta Bella ciao diventa il canto universale che oggi conosciamo, arrivando fino alle piazze di Hong Kong, Istanbul, Atene, Parigi e trovando ogni giorno una nuova voce che lo anima. Il libro di Carlo Pestelli ricostruisce il percorso della canzone, racconta i luoghi in cui è passata, in un viaggio fatto di musicisti e combattenti, poeti e sognatori, genti in lotta e piazze che ballano festanti. Prefazione di Moni Ovadia.
Aperto per ferie. Con CD-Audio Pestelli Carlo - Nota, 2020
Aperto per ferie. Con CD-Audio - Nota
Un'Ora d'aria. Con CD Audio Pestelli Carlo - Nota, 2009 - Block Nota
Carlo Pestelli involontario erede di una canzone italiana - ma non solo - che dalla sua Torino ha preso piede (pensiamo a "Cantacronache" o all'amico-maestro Fausto Amodei); continuatore di un teatro musicale - ma non solo - tutto giocato fra satira e impegno, fra gioco e racconto; illegittimo figlio della storia musicale dei nostri ultimi cinquant'anni - ma non solo si prende e ci da "Un'ora d'aria", produzione attesa e matura, che lo vede accanto a una nutrita schiera di amici e collaboratori in un percorso di parole e musiche che viene arricchito per l'occasione dalle opere di Cristiana Daneo e dalle parole di Pier Mario Giovannone, che fra l'altro scrive: "Tra blues, folk, flamenco e significante di parole si muove l'architettura di questo Un'ora d'aria. Sono pietre di fionda, mosse da un pungolo, da un ronzio che David ha in testa ("con sempre nella testa quel rumore") e che diventa avamposto per chi tira a Golia, e ossigeno per chi ascolta senza volersi riparare."