Libri di Luciana Petrocelli
Bibliografia di Luciana Petrocelli: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: dal 1600 al 1900
Lo Spinoza di Leo Strauss. Un'ermeneutica della teologia politica spinoziana Petrocelli Luciana - Mimesis, 2021 - Spinoziana
In prospettiva di una realtà senza prospettiva, la questione della ridefinizione dell'identità ebraica, da cui prende inizio l'opera straussiana, assume l'eco universale di una ricollocazione generale dell'identità umana nell'era contemporanea. Consapevole dell'insufficienza delle risposte fornite sia dall'ebraismo liberale che da quello ortodosso, Strauss comprende che la "questione ebraica" non vada considerata alla stregua di un fenomeno sociopolitico. Il lavoro straussiano s'incastona adeguatamente nella problematicità di tale contesto e tenta di rispondere a quelle esigenze dettate da un'epoca svilita dal nichilismo nietzschiano. Egli si porrà dinnanzi a una sfida molto ampia, che sarà quella di dimostrare che un "ritorno" sarà possibile soltanto se si proverà che l'Illuminismo moderno non sia stato capace di minare le fondamenta stesse della fede. La realizzazione di ciò coinciderà nella confutazione della critica di uno dei più feroci illuministi moderni: Baruch Spinoza.
Immaginare l'infinito. L'immaginazione spinoziana nella sua disposizione alla salvezza Petrocelli Luciana - Le Monnier Università, 2024 - Studi
L'immagine può essere manipolazione, autorappresentazione o forma di conoscenza. Da sempre l'uomo ha generato e si è servito di immagini, che hanno ormai troppo spesso sostituito la parola, divenendo lo strumento privilegiato della comunicazione e sovvertendo la funzione primaria del discorso concettuale. Ma qual è la facoltà dell'uomo che genera immagini e rappresentazioni? L'immaginazione. Attraverso la filosofia di Baruch Spinoza, ci si addentra nei suoi funzionamenti e nella sua costante doppiezza. L'immaginazione è attivazione della sfera percettiva, che oggi sembra mettere sempre più fuori campo il concetto. All'uomo contemporaneo viene spesso implicitamente richiesto di diventare un essere esclusivamente percettivo. Ma l'immaginazione non ha forse anche una potenza e una forza che permettono una forma di salvezza?