Libri di Lorenzo Pezzica
Bibliografia di Lorenzo Pezzica: tutti i libri in vendita online Storia
Le magnifiche ribelli (1917-1921) Pezzica Lorenzo - Elèuthera, 2017
Senza alcun dubbio, le donne sono state protagoniste cruciali degli eventi rivoluzionari che hanno scosso la Russia nel quinquennio 1917-1921. Ma al di là di questa partecipazione collettiva, spiccano nella turbolenta storia di quegli anni alcune figure femminili che con la rivoluzione nel cuore si sono gettate nella mischia, pronte a mettere in gioco la vita e gli affetti pur di realizzare quel dirompente ideale di emancipazione sociale che le animava. Ma questa esplosiva passione rivoluzionaria (talvolta in senso letterale) non ha mai offuscato la loro lucidità critica ed etica, che nell'immediatezza degli eventi ha reso loro evidente quello che tanta parte della sinistra mondiale riconoscerà solo molti decenni dopo, ovvero la tragica deriva autoritaria impressa alla rivoluzione dai bolscevichi. Ed è proprio attraverso le loro parole, affidate alle memorie scritte in esilio, alle rare carte processuali, agli appelli politici vanificati dal mito sovietico, che vengono ricostruite le storie di queste «magnifiche ribelli» - da Emma Goldman a Ida Mett, da Mollie Steimer a Marija Spiridonova, da Marusja Nikiforova a Fanja Baron - e della loro indomabile voglia di giustizia e libertà.
Carte irrequiete. La memoria dei movimenti Pezzica Lorenzo Valacchi Federico - Elèuthera, 2025 - Senza Collana
Storicamente, la «natura» dell'archivistica rimanda alla concezione gerarchica propria degli archivi di Stato, monoliti ammantati di rigore giurisprudenziale e modellati su esigenze di centralizzazione che hanno profondamente influenzato la dottrina e la prassi tradizionali. Tuttavia, a partire dalla seconda metà del Novecento è esplosa una varietà di forme archivistiche inedite e orizzontali che mettendo al centro gli individui e le comunità, a discapito delle istituzioni, hanno operato un ribaltamento di prospettiva rivoluzionario. E così, scorrazzando felicemente fuori da steccati disciplinari troppo rigidi e incapaci di contenerli, questi archivi liberati - non solo «dei movimenti sociali» ma anche «di comunità», «partecipati», «living archives» - hanno messo in discussione con le loro carte irrequiete l'idea stessa di un sistema archivistico governato dall'alto, giocando un ruolo decisivo nella costruzione di una memoria «altra». Un allargamento radicale dell'idea di archivio che senza rinunciare a un orizzonte disciplinare propone un'archivistica al passo con i tempi: trasversale, partecipativa, aperta al dialogo e immersa nella società.