Libri di Cur Piccioli
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Rimini e il suo paesaggio. Dipinti di Stefano Piccioli Piccioli Stefano Bernucci A. (Cur.) - Nfc Edizioni, 2024 - Arte
La Rimini di cui si parla in questo libro è soprattutto quella restituita nel paesaggio che si è trasformato nel tempo con le mutate forme di vita, dei modi di produrre e di rapportarsi della società con il proprio territorio. Spesso carico di suggestioni, quanto stravolto sotto la spinta di nuove attività e iniziative, mutazioni rapide condizionate dal 'produttivismo'. Così è accaduto qui come altrove e continua ad accadere. Laddove un tempo il paesaggio si configurava attraverso interventi esperti e secolari che esprimevano per intero una cultura, quello che si evince più spesso oggi sembra il risultato di derive risultanti dalle regole del gioco economico e dalle sue scenografie consumistiche. Ma nella sua pittura, semplicemente, il paesaggio vuole andare "dalla retina verso l'anima" accompagnando l'osservatore in un itinerario del 'saper guardare' dove anche i luoghi di tutti i giorni della città generano contemplazione.
I figli del vento. Gli indiani delle praterie nelle collezioni ottocentesche. Ediz. illustrata Piccioli R. (Cur.) - Silvana, 2007 - Quaderni Della Palazzina Delle Arti
Il volume è il catalogo della mostra di La Spezia (29 giugno - 30 setttembre 2007) e di Siena (19 ottobre 2007 - 6 gennaio 2008), dedicata al materiale relativo agli indiani d'America presente in alcune raccolte italiane dell'Ottocento. L'esposizione presenta, in particolare, la preziosa raccolta di oggetti della cultura dei nativi nord americani che il geologo spezzino Giovanni Capellini raccolse durante il suo viaggio di esplorazione lungo il fiume Missouri, nei territori dell'Oiwa, del Minnesota e del Nebraska, intrapreso nel 1863. Tale materiale, confluito nelle raccolte spezzine, annovera pezzi rari che testimoniano, insieme a quelli provenienti dalle collezioni dei Musei di Reggio Emilia, di Siena e di Genova, alcuni aspetti della cultura materiale dei "Pellerossa delle pianure", in particolare dei Ponca e degli Omaha, tribù fra le meglio conosciute negli anni trenta dell'Ottocento. Oggetti dal valore etnografico altissimo - mocassini, sporte, manufatti, vesti fra cui spicca una tunica Lakota con pittogrammi appartenente a un capo Sioux - attraverso cui è possibile cogliere il rapidissimo cambiamento che ha coinvolto queste popolazioni a contatto con l'uomo bianco, ridotte da migliaia di individui a poche centinaia nel giro di pochi anni.