Libri di Stefano Pignato
Bibliografia di Stefano Pignato: tutti i libri in vendita online Storia della filosofia occidentale
Fenomenologia dei concetti. Credere in ciò che non si vede per non vedere ciò che si crede Pignato Stefano Corsi F. (Cur.) - Artingenio Francesco Corsi, 2024 - Filosofi Per Il Terzo Millennio
Dalla prefazione di Francesco Corsi: Da Nietzsche a Merleau-Ponty a Husserl, fino ad Heidegger, si percepisce l'influenza della lezione nietzscheana, con la critica dei valori tradizionali, verso una dimensione di accettazione dell'esistenza come pura sovrabbondanza che non ha un senso. La critica della fenomenologia della percezione di Merlau-Ponty induce ad una visione diversa rispetto a quella classica dell'empirismo inglese, aprendo una dimensione della coscienza come apertura primordiale all'esistenza, attività in cui la percezione non è determinata da una stringente causalità atomica. Viene in qualche modo criticata l'idea della coscienza intenzionale husserliana, dove è la struttura della mente a intenzionare le cose stesse: il filosofo ne sviluppa l'aspetto fenomenologico realista, per una fenomenologia che evidenzi una genesi malata dei concetti, che hanno finito per stritolare l'autenticità dell'esperienza umana. L'autore chiama al mondo genuino delle emozioni, alla demolizione dei concetti vuoti e dei "sepolcri imbiancati". Il complesso e ricco percorso filosofico dell'autore stimola alla ricerca dell'autentico, contro un mondo dominato dalla mistificazione digitale.
Fenomenologia dei concetti. Credere in ciò che non si vede per non vedere ciò che si crede Pignato Stefano - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2026 - Saggi
La Fenomenologia dei concetti è un trattato filosofico dove vengono ribaltate in maniera definitiva la razionalità e la religione considerate adesso come metodi inefficaci e fallaci riguardo l'esistenza di dio. Il libro è il risultato di anni di studi, di letture, di analisi e di esperienze personali alla ricerca di dio che mi hanno alla fine portato a considerare che tutto ciò che non si vede, che non si vive, che non si muove e che non si conosce (ovvero che non ha una sua forma ed una sua sensibilità) ma a cui si crede ancora lo stesso, è solo una negazione, una sensazione, una pura illusione, ergo un concetto. Dalla fenomenologia è nata così l'ultima filosofia, quella del cambiamento radicale, di sradicamento culturale, sociale e storico della trascendenza conoscitiva, ovvero la filosofia della rinascita dell'io come essere e della rinascita dell'essere sensibile dell'io dimensionale, della capacità critica, dell'intelligenza, della sensibilità, del buon senso, della ribellione, delle emozioni, con la quale annientare, distruggere e cancellare il mondo delle maschere e delle falsità e poter capire una volta per tutte che l'origine del tutto è da trovarsi sempre naturalmente e non più divinamente e spiritualmente in un non-essere, in un concetto appunto. Quindi è necessario allontanarsi dal mondo della debole, pesante ed inefficace razionalità, dal mondo delle sensazioni, delle categorie, delle dipendenze, del feticcio, della religione, delle illusioni, dei sogni e dire addio tanto a dio quanto ai concetti, così com'è necessario cancellare quel vecchio mondo conoscitivo per riconquistare l'io il suo essere e il suo avere e per illuminare le conoscenze prioritarie, come i valori, l'essenza, i diritti, la giustizia, la felicità, la libertà, l'etica, la morale, il rispetto e farli diventare i nostri fenomeni dimensionali infinitesimali. Questa filosofia nasce per cambiare culturalmente e storicamente la visione delle cose, per ribaltare la razionalità stessa in una sempre più debole e normale conoscenza illogica, e per cancellare la fenomenica (conoscenza dell'assenza) con la potenza naturale dell'intelligenza critica e sensibile. Questa filosofia è già nata ed è il Concettualismo.