Libri di Federico Pilati
Bibliografia di Federico Pilati: tutti i libri in vendita online Sociologia e antropologia
Sociologia digitale 2.0. L'Intelligenza Artificiale Generativa come oggetto e strumento di ricerca Pilati Federico - Ledizioni, 2025 - Sociologia
Il volume si propone di esplorare i molteplici usi dell'Intelligenza Artificiale Generativa nella sociologia digitale, intrecciando riflessioni teoriche, analisi metodologiche e casi di studio empirici. Suddiviso in tre capitoli, il libro offre una visione articolata delle potenzialità e dei limiti dell'IA generativa come oggetto di studio e strumento di ricerca. Il primo capitolo esamina l'Intelligenza Artificiale Generativa come oggetto di studio, fornendo una panoramica storica e concettuale dello sviluppo dei modelli generativi. Vengono analizzate le implicazioni sociali e culturali di questi sistemi, focalizzandosi sulla loro natura di assemblaggi socio-tecnici ed il loro ruolo nella produzione culturale, concludendo con riflessioni epistemologiche sul duplice ruolo dell'IA come oggetto e agente nella società. Il secondo capitolo si concentra sull'uso dell'IA Generativa come strumento per la ricerca qualitativa, esplorando il suo impiego in ambito etnografico. Vengono presentati strumenti specifici, come Whisper AI per la trascrizione automatica e NotebookLM per l'indicizzazione e l'analisi dei testi, con un'attenzione particolare alle sfide metodologiche e pratiche che emergono dall'integrazione tra approcci computazionali ed etnografici. Il terzo capitolo affronta le pratiche sperimentali, presentando casi concreti di applicazione dell'IA in vari contesti di ricerca, tra cui la creazione di una "riflessività sintetica" che utilizza l'IA per riflettere su bias e posizionamenti sociali dei suoi utenti e del ricercatore. Le conclusioni offrono una sintesi critica sull'integrazione tra IA Generativa ed etnografia, delineando prospettive future per lo sviluppo della ricerca sociale con intelligenza artificiale. Questo libro non si propone come un testo definitivo, ma come un contributo al dibattito sulle metodologie di ricerca sociale nell'era dell'IA Generativa, invitando a nuove riflessioni, sperimentazioni e innovazioni metodologiche.
Maranza. Il capitalismo dello stigma Pilati Federico - Ledizioni, 2026 - Interventi
"Maranza. Il capitalismo dello stigma" analizza uno dei fenomeni più emblematici della contemporaneità urbana italiana: la sottocultura giovanile dei maranza, composta in larga parte da figli di immigrati che vivono nelle periferie metropolitane e utilizzano i social media come spazio privilegiato per la costruzione e la messa in scena della propria identità. La riappropriazione del termine "maranza", nato come epiteto dispregiativo e fortemente razzializzato ma ora utilizzato in chiave ironica e identitaria, diventa una forma di resistenza simbolica nei confronti delle categorie stigmatizzanti prodotte dalle classi dominanti e dai discorsi mediatici. La ricerca sociologica proposta da Pilati non si limita tuttavia a descrivere un'estetica o una moda giovanile ma indaga, piuttosto, i meccanismi attraverso cui la marginalità sociale può essere trasformata in risorsa economica e capitale simbolico all'interno delle piattaforme digitali. Si produce così un paradosso: la visibilità online non emancipa i soggetti dallo stigma originario, ma tende a stabilizzarlo e a riprodurlo sotto forma di performance continua. Il fulcro teorico dell'indagine è il concetto di "capitalismo dello stigma", che descrive un sistema socio-economico capace di convertire marginalità, stereotipi e stigmatizzazione in valore economico e visibilità mediatica. In questo contesto, i giovani maranza possono monetizzare la propria immagine e la propria posizione marginale, ma restano al tempo stesso intrappolati in una dinamica che perpetua proprio lo stigma da cui prendono le mosse. Dal punto di vista metodologico, Pilati adotta un approccio integrato definito "onlife", che intreccia osservazione etnografica e analisi dei flussi comunicativi digitali. La ricerca si sviluppa infatti sia in contesti fisici - come il quartiere periferico Barona a Milano e il centro commerciale Gran Reno a Bologna - sia sulle principali piattaforme social frequentate dai giovani, tra cui TikTok e YouTube. In questa prospettiva la distinzione tra online e offline perde rilevanza: per questa generazione la dimensione tecnologica è parte integrante dell'esperienza quotidiana e della costruzione del sé, accompagnata da una crescente "sensibilità algoritmica" nei confronti delle logiche di visibilità delle piattaforme.