Libri di Cur Pinelli
Bibliografia di Cur Pinelli: tutti i libri in vendita online Storia d'Europa
Medioevo latino. Bollettino bibliografico della cultura europea dal secolo VI al XV. Vol. 42 Pinelli L. (Cur.) Paravicini Bagliani A. (Cur.) - Sismel, 2021 -
«Medioevo latino» è una bibliografia che esce con periodicità annuale (a partire dal 1980) e che dà notizia esaustiva della produzione medievistica dell'anno precedente, relativa ai testi prevalentemente scritti in lingua latina tra l'anno 475 e gli inizi del XVI secolo (arco cronologico che si è progressivamente ampliato nel corso degli anni). Lo spoglio bibliografico completo e diretto di libri, riviste, bollettini inerenti la latinità medievale e, in generale, la cultura e la storia medievale, si avvale del lavoro di ricerca di circa 150 collaboratori, riuniti in diverse redazioni italiane e straniere facenti capo a quella centrale di Firenze. La caratteristica che contraddistingue l'informazione bibliografica offerta è la presenza per la maggioranza delle voci di una sintesi orientativa del contenuto dei vari titoli segnalati.
Medioevo latino. Bollettino bibliografico della cultura europea dal secolo VI al XV. Vol. 41 Pinelli L. (Cur.) Paravicini Bagliani A. (Cur.) - Sismel, 2020 -
"Medioevo latino" è una bibliografia che esce con periodicità annuale (a partire dal 1980) e che dà notizia esaustiva della produzione medievistica dell'anno precedente, relativa ai testi prevalentemente scritti in lingua latina tra l'anno 475 e gli inizi del XVI secolo (arco cronologico che si è progressivamente ampliato nel corso degli anni). Lo spoglio bibliografico completo e diretto di libri, riviste, bollettini inerenti la latinità medievale e, in generale, la cultura e la storia medievale, si avvale del lavoro di ricerca di circa 150 collaboratori. La caratteristica che contraddistingue l'informazione bibliografica offerta è la presenza per la maggioranza delle voci di una sintesi orientativa del contenuto dei vari titoli segnalati.
Roma del Rinascimento Pinelli A. (Cur.) - Laterza, 2007 - I Robinson. Letture
Quando, nel 1420, papa Martino V potè finalmente prendere possesso del trono di Pietro, entrò in una Roma che le cronache descrivono spopolata e degradata, con i maggiori edifici monumentali in rovina. Da quel giorno prese avvio un grandioso processo di rinascita politica e culturale che consentì alla città di riacquistare il suo antico ruolo universale, facendo leva sull'autorità spirituale garantita ai papi, oltre che sullo splendore materiale di una civiltà artistica che non esitò a stabilire una gara d'emulazione con la passata magnificenza della Roma classica. Non fu, tuttavia, un processo privo di contraddizioni. La rinascita dell'antico, lo sfarzo della corte papale, il nepotismo sfrenato, i programmi urbanistici e architettonici improntati al gusto del colossale, finirono per minarne la credibilità spirituale, dando esca alla drammatica lacerazione dello scisma protestante. Il sacco vandalico del 1527, il Concilio di Trento, la vittoria di Lepanto contro la minaccia turca segnarono un lungo periodo prima di crisi e poi di riscossa. Si apriva così una nuova stagione di rilancio del ruolo della città, all'insegna di un programmatico trionfalismo scandito da gigantesche imprese edilizie e da una miriade di iniziative in campo artistico. All'alba del XVII secolo, la nascente Roma barocca si apprestava a riaffermare, accanto al suo indiscusso ruolo di capitale del cattolicesimo, quella capacità di irradiare in tutta Europa i suoi modelli urbanistici e culturali.