Libri di Cur Pini
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Italiano per caso. Storie di italofonia nella Svizzera non italiana Pini V. (Cur.) Pellegrini I. (Cur.) Cattacin S. (Cur.) - Casagrande, 2017 - Ricerca E Formazione
Che cosa significa, oggi, parlare italiano in Svizzera? Esiste una Svizzera di cultura italiana che valica i confini geografico-territoriali del Cantone Ticino e delle valli italofone dei Grigioni? E chi sono, in fin dei conti, le persone che parlano e usano l'italiano dentro ma soprattutto fuori di questi confini? Attraverso le testimonianze di quattordici residenti autoctoni, migranti o immigrati di varie generazioni, che vivono "in italiano" al Nord delle Alpi, questo libro si propone di misurare l'effettiva vitalità della lingua e della cultura italiane in Svizzera e di analizzarne le peculiarità più significative. I risultati presentati nei contributi che accompagnano i ritratti sono per certi versi sorprendenti e confermano una "presenza totale" dell'italiano, in particolare nei contesti urbani e periurbani. L'italianità comprende un polo autoctono compatto nella Svizzera italiana tradizionale e un polo più consistente, alloctono, sedimentato e diffuso in tutto il paese. Quasi un residente su otto in Svizzera ha un legame con l'italianità, in varia gradazione: è italofono, ha origini italiane, ha affinità con la cultura o la lingua italiana. Posti nella giusta prospettiva territoriale, sullo sfondo di una forte mobilità e delle nuove forme di comunicazione digitale, i dati danno un nuovo profilo alla "minoranza" italofona in Svizzera, svelandone il valore e le potenzialità in un contesto sempre più pluriculturale. Prefazione di Sergio Romano, postfazione di Remigio Ratti e un contributo di Sacha Zala.
Dinamiche innovative, conoscenza, performance. Un'indagine sulle imprese della provincia di Ferrara Pini P. (Cur.) - Franco Angeli, 2006 - Economia - Ricerche
È ormai divenuta convinzione generale che al fine di accrescere la competitività del sistema produttivo sui mercati nazionali ed internazionali, centrali siano i cambiamenti organizzativi e tecnologici che le imprese sono in grado di realizzare in contesti fortemente dinamici. Al contempo, l'attenzione sia degli studiosi che degli operatori istituzionali si è concentrata sempre più sul ruolo assunto nelle imprese dallo sviluppo e dalla trasmissione delle conoscenze e sul ruolo che può essere svolto dalle istituzioni pubbliche per indurre e sostenere i processi innovativi, la generazione ed il trasferimento delle conoscenze tra le imprese. Motivo ispiratore della ricerca qui presentata è costituito dalla esigenza di cogliere il grado e l'intensità innovativa delle imprese private localizzate nella provincia di Ferrara, e fornire all'istituzione pubblica un set informativo sul posizionamento innovativo delle aziende che insistono sul territorio. Si è inteso cogliere i tratti distintivi dell'attività innovativa delle imprese, distinta in cambiamenti di natura organizzativa, innovazioni in campo tecnologico, adozione ed utilizzo delle tecnologie di informazione e comunicazione, politiche di formazione. L'obiettivo è stato quello di individuare i drivers principali alla base della competitività e delle performance economiche delle imprese.
Progetto Castelgrande. Il divenire di un restauro. Ediz. illustrata Pini V. (Cur.) Pini Legobbe A. (Cur.) - Skira, 2006 - Architettura
La collina di Castelgrande occupa una posizione privilegiata nella valle del Ticino e la presenza dell'uomo vi è documentata da millenni. Dal Neolitico al periodo romano, dall'Alto Medioevo al periodo ducale milanese, dall'occupazione dei Confederati alla creazione del Cantone Ticino, gli insediamenti si susseguono e si rinnovano, multiformi, dominati dalla straordinaria morfologia del sito. I segni di questo cammino sono parte integrante dell'immagine odierna della rocca, della città, del territorio, e dunque materia costitutiva del restauro realizzato da Aurelio Galfetti. Con l'avventura progettuale qui descritta, fortemente ancorata alla convinzione che fra architettura, urbanistica, paesaggistica da un lato, archeologia, storia, storia dell'arte, dall'altro, le barriere sono illusorie e permeabili, si è tentato di leggere e reinterpretare il monumento alla luce della "lunga durata", di strapparlo provvisoriamente dal frammentario e dall'isolamento e di raggiungere una nuova unità formale, un nuovo effimero equilibrio verso la città e il territorio.