Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Il sacrificio di Eva Izsak Piromallo Januaria - Chiarelettere, 2014 - Narrazioni
Quella della giovane ebrea ungherese Éva Izsák, fatta suicidare nell'estate del 1944 a diciannove anni e mezzo, è una storia vera. Una storia atroce, perché a decretare la sua morte è stato chi l'avrebbe dovuta proteggere. (...) Éva si fidava di lui e degli altri resistenti perché era come loro. Erano tutti giovani, molti di famiglia ebrea, in fuga dai nazisti, comunisti, si chiamavano "compagni" e si preparavano a costruire la nuova Ungheria. Januaria ha raccolto fonti, cercato negli archivi. Insieme al manoscritto (da cui sono tratti i corsivi di questo libro), sulla sua scrivania si sono impilati testi storici, saggi, articoli e foto dell'epoca. Ma le testimonianze ufficiali, se sono sufficienti a dare una versione dei fatti, non bastano a comprenderli. Ed è per comprendere che Januaria ha trasformato questa storia in un romanzo. Riempiendo i vuoti con l'immaginazione, sforzandosi di intuire i contorni delle cose anche lì dove le ombre erano troppo fitte per poterli scorgere.
Napoli ti odio Piromallo Januaria - Guida, 2024 - Pagine D'autore
«C'è una parola che, a proposito di Napoli, bisognerebbe abolire: Rinascimento. Nella mia volta l'ho ascoltata già tre volte, in tre stagioni diverse, puntualmente evaporate nel nulla del "tutto cambia affinché nulla cambi". La Storia di Napoli si estende per tre millenni. Parte dalla Magna Grecia. Dall'agorà, luogo d'incontro e di confronto, al magna-magna politico/istituzionale di oggi. Con Napo(Ho)llywood si è montata la testa. Ma la vita a Napoli corre più veloce del cinema. Quando vengo a Napoli e, ultimamente ci sono venuta molto spesso, cambio lavoro e faccio la sentinella urbana: denuncio abusi, scandali, illegalità tollerate e malvivenza istituzionale. Sono stata insultata e minacciata. Come l'occhio del grande fratello che sbuca da dietro il Vesuvio sorvolo la piazza, fuori misura, cimiteriale, arrivo alla stanza del sindaco. E la trovo vuota... Odiare Napoli: perché in fondo la si ama con le sue incongruenze, con il suo avvolgente spettacolo naturale... La odiamo con il suo resistere ad ogni forma di vera attinenza alle regole». (Januaria Piromallo)