Libri di Leros Pittoni
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La vita di Angelica Kauffmann alla ricerca del bello e dell'amore Pittoni Leros - De Luca Editori D'arte, 2006
"Nessuno ha mai indovinato che il mio corpo era intento e teso, nessuno ha mai indovinato il bisogno che provavo di offrire il mio essere, completamente, ad un altro essere". È lo sfogo di Angelica Kauffman (1741-1807) la più ammirata pittrice del '700 sia per la sua arte che per la sua particolare bellezza. Di nascita svizzera ma cittadina del mondo, la sua fama internazionale largamente affermata non è dovuta solamente a meriti artistici ma è anche il risultato di una personalità interessante sotto il profilo culturale e sociale. Il desiderio del bello e dell'amore appartiene ad ognuno di noi. È difficile soddisfarlo. Il bello può appartenere all'arte o anche a qualsiasi attività in cui si riconosca che ci rende migliori. Ma Angelica Kauffman cerca anche l'amore. Ammirata da re, principi, personaggi famosi, Lei cerca la semplice verità di un sentimento autentico. Poiché solo i sentimenti, ciò che si prova nel vero amore sono dinamici. Ma si spezzano mille e mille volte per una sola volta che si uniscono in un tutto. Angelica rivela una consapevolezza emancipata del suo essere nei confronti di molti uomini, compreso il grande poeta Johann Wolfang Goethe, che di lei dice "...talento veramente immenso". L'autore si avvale di una ricostruzione storica che conduce il lettore ad immedesimarsi in un vissuto intenso e affascinante condividendo gli stati d'animo più profondi della protagonista.
Julia. Figlia di Cesare Ottaviano Augusto. Amore, odio, amore Pittoni Leros - Pellegrini, 2011 -
Più che un racconto storico Julia vuol essere un "vissuto storico". L'autore ha interpretato i suoi stati d'animo, la sua forte sensibilità che la condusse ad essere bollata dalla storia come una donna dissoluta. Ma perché una donna che vuole essere coerente con i propri impulsi affettivi, sensuali, viene considerata dissoluta? Cosa accade veramente? Ogni potere assoluto è basato sull'ipocrisia. E questo Julia non l'accetta anche se il "duce" è suo padre. Non accettandolo si condannò. L'autore si avvale di testi scritti da Svetonio, Tacito, Plinio, Ovidio, Orazio e altri ancora. "Parteciperemo" alle cene conviviali sontuose, corrotte al massimo, dove il sesso diventata quasi uno "scambio intellettuale". Saremo, inoltre, in una Roma imperiale come la volle suo padre; il divo Ottaviano Augusto che dichiarò: "Ho trasformato Roma tutta di marmo, non più di mattoni". "Accanto" a Julia interpreteremo i suoi stati d'animo tra amore, odio, amore. Non accettò mai la famosa frase pronunciata dal padre: "Perseguire il proprio fine non il proprio sentimento". Con grande dignità e tanto sacrificio dimostrò il contrario.