Libri di Cur Polichetti
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Guida breve al Museo d'arte orientale «Giuseppe Tucci» Polichetti M. A. (Cur.) Manna G. (Cur.) - Gangemi Editore, 2021 - Arti Visive, Architettura E Urbanistica
"Il Museo Nazionale d'Arte Orientale, fortemente voluto da Giuseppe Tucci, era nato nel 1957 con l'intento di costituire un punto di riferimento per l'arte orientale di cui si proponeva di offrire una visione il più possibile esaustiva. Tramite un'accorta politica di scambi, depositi, acquisti e acquisizioni le sue collezioni sono in grado di offrire al visitatore e allo studioso una immagine esaustiva delle civiltà orientali, non solo per quello che riguarda l'estensione geografica - dalla Spagna moresca al Giappone - e cronologica - dall'epoca protostorica fino all'età contemporanea - ma anche mostrando di una stessa cultura l'ambito colto e quello popolare, quello religioso e quello amministrativo, l'arte di corte e quella etnica. Grazie alla sempre maggiore diffusione di nuove modalità di approccio culturale caratterizzate, rispetto al passato, da una visione più critica, è oggi possibile attendersi una disponibilità a interpretare tali fenomenologie anche da parte del grande pubblico, nuova audience più consapevole della necessità di riferirsi a una dimensione planetaria. Resta tuttavia necessario rendere operativa, attraverso meccanismi di comunicazione basati sulla fondamentale competenza e conoscenza dei fenomeni, la più incondizionata apertura verso la partecipazione di criteri di analisi che non siano viziati da visioni del mondo preconcette e, a volte, pericolosamente riduttive. Provare a non fare mai prevalere l'interpretazione di una impostazione ideologica rispetto ad un'altra, mantenendo costante il proposito di non eleggere la centralità di alcuna cultura, per suggerire strumenti di lettura nuovi, utili alla rivalutazione di fenomeni culturali giudicati spesso frettolosamente, è il tipo di criterio che il MuCiv si pone come metodo fondamentale di ricerca sulle collezioni e di comunicazione del loro valore. In un mondo che si è ormai globalizzato, noi siamo abituati a mettere in confronto realtà molto distanti sul piano economico, sul piano politico, ma poco sul piano culturale. Un Museo come il nostro nasce proprio per stimolare la possibilità di comprendere i rapporti fra le culture e di imparare a rapportarsi con culture diverse". (Filippo Maria Gambari)
Arte del Tibet e del Nepal Polichetti M. A. (Cur.) - Artemide, 2010 - Arte E Cataloghi
Il settore Tibet e Nepal del Museo nazionale d'arte orientale "Giuseppe Tucci" è intimamente legato alla storia della ricerca scientifica italiana in Asia. La collezione è prevalentemente costituita da dipinti arrotolabili su stoffa, statue in lega metallica, cretule votive, affreschi, suppellettili e oggetti rituali, oltre a gioielli e a parti di mobili. Fra le tipologie ora enunciate, i dipinti su stoffa (Thang.Ka) e le cretule (Sa.Tsa.Tsa) fanno di questa una tra le più importanti collezioni d'arte tibetana del mondo, sia per la qualità della realizzazione formale che per la quantità di un repertorio estremamente articolato. Il settore trova infine organico e necessario complemento nelle centinaia di testi tibetani originali, a stampa e manoscritti, raccolti da Giuseppe Tucci e conservati presso la biblioteca dell'IsMEO, accanto all'ampio archivio fotografico, documentante le spedizioni in area tibeto-himalayana. I materiali e i dati afferenti al settore Tibet-Nepal, inestimabili tanto dal punto di vista della ricerca scientifica che della divulgazione, fanno del MNAOr una delle sedi di riferimento naturale per gli studi centro-asiatici a livello internazionale, consegnando potenzialmente all'Italia il ruolo trainante che le compete nelle attività di ricerca sulle culture e civiltà d'Asia centrale e particolarmente himalayane.
Thangka. Sette dipinti tibetani su stoffa del Museo nazionale d'arte orientale «Giuseppe Tucci». Ediz. illustrata Polichetti M. A. (Cur.) - De Luca Editori D'arte, 2008
Una thangka è un'opera d'arte buddhistica dipinta o ricamata, esposta appesa in un monastero o su un altare privato. La thangka è un tipo di dipinto realizzato su una superficie piana, ma che può essere arrotolato quando non ne è richiesta l'esposizione. Il formato più comune è il rettangolo verticale. Per i buddhisti questi dipinti religiosi presentano una bellezza ritenuta manifestazione del divino. Il Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci' ha avviato da tempo una collaborazione con l'ICCROM (International Center for the Preservation and Restoration of Cultural Property) e l'ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, Centro Ricerche Casaccia), l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l'INOA-CNR (Istituto Nazionale di Ottica Applicata) volta allo studio dei dipinti tibetani su stoffa (thangka) appartenenti al fondo dei reperti riportati in Italia a seguito delle celebri missioni scientifiche di Giuseppe Tucci svoltesi in area himalayana dalla fine degli anni '20 alla fine degli anni '40 del XX secolo. Insieme all'uscita del saggio di a cura di Marisa Laurenzi Tabasso, Massimiliano A. Polichetti e Claudio Seccaroni, in cui si raccolgono gli esiti dell'ampia serie di indagini effettuata su queste opere, si rendono disponibili agli appassionati dell'argomento sette riproduzioni di altrettanti esemplari di thangka.