Libri di Adriana Polveroni

Bibliografia di Adriana Polveroni: tutti i libri in vendita online Arti: argomenti d'interesse generale

Il piacere dell'arte. Pratica e fenomenologia del collezionismo contemporaneo in Italia libro
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LIBRO   9788860100542

Il piacere dell'arte. Pratica e fenomenologia del collezionismo contemporaneo in Italia Polveroni Adriana  Agliottone Marianna   -  Johan & Levi, 2012  -  Arte Economia

Come un bacillo virulento che si propaga in modo incontrollato, il collezionismo può indurre chi ne è affetto a veri e propri eccessi, come sgomberare case per lasciare posto alle opere o dilapidare interi patrimoni per una voglia di possesso così forte da diventare difficilmente governabile. Che cosa ne accende la scintilla? "Il piacere dell'arte" offre un quadro del collezionismo contemporaneo in Italia, che in tempi recenti ha assunto un passo sempre più autorevole non solo per l'intraprendenza delle iniziative, ma anche per la crescente progettualità che caratterizza molte raccolte. Partendo da fondamentali cenni storici, indagando quindi l'humus in cui sono emerse figure di spicco come Giorgio Franchetti, Giuseppe Panza e Marcello Levi e lasciando infine la parola ai protagonisti contemporanei, il libro mira anche a identificare le cause di una "mancata modernità" del collezionismo italiano, imbrigliato da vincoli come la notifica e un'IVA fra le più alte d'Europa. Se tali impedimenti burocratici e fiscali da un lato frenano il dialogo con le istituzioni, dall'altra danno luogo a un forte sviluppo dell'iniziativa privata favorendo l'apertura al pubblico di numerose fondazioni. È questo il tratto più peculiare del panorama italiano, una realtà complessa e ricca di sfaccettature le cui potenzialità risultano tanto più interessanti da indagare quanto più essa presenta una declinazione sociale e un carattere di organicità.

€ 22.00 € 20.90
LIBRO   9788836614424

Lo Sboom. Il decennio dell'arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale Polveroni Adriana   -  Silvana, 2009  -  Fabbricanti Di Universi.Econ. Del Simbol.

Fiato corto, prospettiva limitata, alluvione di numeri, che fossero costi, pubblico, mostre, biennali, notti bianche e notti nei musei. Negli ultimi anni l'arte contemporanea ha intrapreso una corsa che l'ha resa frenetica ed enfatica, riducendola a un appuntamento turistico o a un diversivo nell'agenda dello shopping. Richiamando però sempre più pubblico, stregato da artisti superquotati e da musei che somigliavano a macchine delle meraviglie. Cosa poi ci fosse dentro importava di meno. Decisivo era lo stupore per il fuori. Così il mondo dell'arte è diventato una grande bolla il cui fruscio ha anestetizzato lo sguardo, rendendoci tutti più indulgenti. Poi, a un certo punto, c'è stato lo sboom. I profitti di borsa, di cui si alimenta l'arte dei grandi numeri, sono calati, i musei hanno cominciato a chiudere, altri non aprono. Eppure la crisi non è il male peggiore. Più profondo è un altro buco che ha messo in luce, qualcosa che non si voleva vedere, nascosto com'era anche dallo scintillio dell'arte. Dell'arte che imita la moda, che ripiega nel grande lusso, che prende a prestito la vita e fa finta di spensierarsi. Si, la fine dei soldi ha rivelato la mancanza del senso. La rinuncia a esercitare un pensiero critico rispetto al mondo in cui si muove. Il quale, però, ha ancora un fortissimo bisogno dell'arte, se non altro per quella sua inalienabile capacità di rinnovarsi, di produrre nuovi linguaggi.

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LIBRO   9788856823431

This is contemporary art! Come cambiano i musei d'arte contemporanea Polveroni Adriana   -  Franco Angeli, 2016  -  Pubblico, Professioni, Luoghi Della Cultura

Di che cosa parliamo quando parliamo di musei? Megastore o luoghi ormai obsoleti per un'arte che vuole entrare nel vivo della società? Eppure, anche in Italia, di musei d'arte contemporanea si parla sempre più spesso e ne nascono sempre di più. Mobilitando risorse inaspettate, si trasformano in qualcosa di diverso dal luogo di conservazione che eravamo abituati a conoscere, fino a spostare sempre più avanti la propria identità. Schiacciati sul presente, ma capaci di veicolarlo con una forza mediatica che mai nessuna istituzione culturale ha avuto prima. Macchine di consumo e di consenso, in grado di appropriarsi della logica onnivora della città. Luoghi delle meraviglie, ma anche scenari di riti che appartengono alla società delle merci e dello spettacoloe che riescono a scavalcare attraverso pratiche dove il senso fa posto a qualcosa che somiglia a un "reality dell'arte". Sempre più vicini al mercato, ma continuando ad esercitare una seduzione come solo l'arte riesce a fare.

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