Libri di Cur Ponti
Bibliografia di Cur Ponti: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900
«Memorie, ombre di sogni». Pascoli un secolo dopo Ponti P. (Cur.) - Fabrizio Serra Editore, 2012 - Rivista Di Letteratura Italiana
Attraverso questo omaggio dedicato a Giovanni Pascoli nel centenario della morte corre la parola Zvani. È una delle voci più note del poeta romagnolo, a un tempo materna, infantile e cimiteriale. Alcuni saggi vi fanno riferimento in modo esplicito, da punti di vista diversi e complementari: uno studio ne mette in rilievo il valore "antifrastico" rispetto ai modelli scritturale e dantesco e sottolinea il potere salvifico legato alla parola materna. Zvani, e più in generale La voce, sono poi l'oggetto di un'analisi di carattere tecnico, mirata a sondare il rapporto tra tonalità alte e deboli nella poesia pascoliana. Tanto alla fortuna critica, in aree poco frequentate come quella spagnola e serba, quanto ai documenti inediti e rari che riguardano la biografia e l'opera sono dedicate due sezioni del volume. Particolarmente preziose risultano le testimonianze volte a sostanziare un'immagine non solo 'familiare' del poeta, ormai ampiamente accreditata presso gli studiosi, ma sempre passibile di preziose e utili integrazioni. Anche il Pascoli docente e curatore di volumi per le scuole è oggetto di varie indagini. Se si prendono in esame alcune storie e antologie della letteratura in uso nei licei e nelle università italiane non è difficile constatare come negli ultimi vent'anni la figura di Pascoli sia sostanzialmente invariata, come accade a tutti i grandi classici che fanno parte del canone.
La lente di Svevo Pontiggia Giuseppe Marcheschi D. (Cur.) - Edb, 2017 - Lapislazzuli
Italo Svevo è l'autore che Giuseppe Pontiggia ha più studiato negli anni giovanili e alla cui tecnica narrativa ha dedicato la tesi di laurea, discussa all'Università Cattolica di Milano nel 1959, qui proposta per la prima volta in volume. Lo scrittore stesso, nel 2003, aveva affidato questo testo alla rivista Kamen', per ripubblicarlo così come era stato pensato negli anni cinquanta, quando gli studi sulle tecniche narrative non erano diffusi. Pontiggia intendeva contribuire alla critica sveviana, ma anche mostrare un aspetto del proprio laboratorio di scrittore e critico, interessato a riconoscersi attraverso la «lente» di Svevo e l'approfondimento della sua geniale officina. Attenta alle pieghe della realtà quotidiana senza indulgere in minimalismi, la scrittura sapiente di Pontiggia è un «luogo» di forte tensione formale, riflessiva ed etica. Le sue pagine, come quelle di Svevo, hanno lo slancio ideale di chi è consapevole che, nella letteratura e nelle arti, si gioca una partita fondamentale per il soggetto e le strutture della società: da qui la parola chiara, l'ironia, la verve comico-satirica e la pietas con cui le contraddizioni umane vengono osservate.