Libri di Ilaria Possenti

Bibliografia di Ilaria Possenti: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI

LIBRO   9788897522348

Flessibilità. Retoriche e politiche di una condizione contemporanea Possenti Ilaria   -  Ombre Corte, 2012  -  Culture

Si dice spesso che la flessibilità, se accompagnata da tutele contro la precarietà, ci renderebbe più liberi, coltivando la nostra capacità di affrontare continui cambiamenti. Ma le storie di donne e uomini flessibili raccontano qualcosa di molto diverso: ciò che più facilmente accade, quando della stabilità non si può fare esperienza, è l'impossibilità di fare del mutamento un progetto. La flessibilità di cui qui si parla non è un concetto astorico e astratto, ma un fenomeno caratteristico della modernità postfordista e neoliberista. Si tratta, a ben vedere, di un insieme di discorsi e pratiche che indeboliscono il valore formativo e trasformativo dei percorsi di apprendimento, lavorativi e sociali. Questo "dispositivo" non coltiva ma espropria la capacità di cambiare se stessi e il mondo, colonizzando la vita delle persone e intralciando i percorsi di soggettivazione critica. La flessibilità, potremmo anche dire, ci rende sempre meno cittadini. Il lavoro di Ilaria Possenti indaga sia le premesse teoriche (da James, Dewey e Bourdieu, ad Arendt, Marx e Ricoeur, a Simmel, Bateson e Bauman), sia le implicazioni pratiche del dispositivo di flessibilità (da Sennett e Gallino, ai documenti europei sull'"occupabilità", la "flexicurity" e il "lifelong learning"), mettendo in questione anche grandi narrazioni come la "modernità liquida" e la "fine del soggetto".

€ 18.00
LIBRO   9788867410637

Attrarre e respingere. Il dispositivo di immigrazione in Europa Possenti Ilaria   -  Pisa University Press, 2012  -  Scienze Per La Pace

Con il recente Trattato di Lisbona l'Unione europea ha acquisito ampi poteri in materia di immigrazione. Ma in quale direzione si sta muovendo? L'Europa degli "accordi di Schengen". che rafforza le frontiere esteme, appare sempre più legata all'Europa delle "si rategie per la crescita", che incentiva la flessibilità e la mobilità del lavoro. Le politiche migratorie comunitarie, "selettive" e "flessibili", si impegnano ad attrarre e respingere i migranti in base alle esigenze variabili dei mercati. L'Unione dimentica il "diritto di migrare", la complessità dei percorsi migratori, il loro rapporto col mondo postcoloniale e neoliberista; mentre si appella al "bisogno di manodopera straniera" e alla "lotta contro l'immigrazione irregolare". Ma il dispositivo di immigrazione comunitario non produce l'effetto biopolitico di creare nuove tipologie di soggetti: i "regolari" e gli "irregolari". Piuttosto, destabilizza lo status soggettivo dei nuovi arrivati: trasforma molti in "precari (ir)regolari" e li indebolisce come attori sociali. Si profila così, nella costruzione europea, una crisi profonda non solo dei diritti, ma anche delle pratiche di cittadinanza, già ampiamente messe in discussione dal dispositivo di flessibilità.

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