Libri di Giuseppe Previtali
Bibliografia di Giuseppe Previtali: tutti i libri in vendita online Cultura popolare
L'ultimo tabù. Filmare la morte fra spettacolarizzazione e politica dello sguardo Previtali Giuseppe - Meltemi, 2020 - Biblioteca/Estetica E Culture Visuali
La morte è oggi uno degli elementi più ricorrenti dell'immaginario visivo occidentale. Se da una parte la comunicazione audiovisiva tende a presentare il cadavere come un oggetto spettacolare, dall'altra esso è diventato una posta in gioco cruciale nell'arena politica, in particolare a seguito della circolazione internazionale di alcuni video dello Stato Islamico. Se è vero che la teoria del cinema si interroga da tempo sull'idea-limite del filmare la morte e che pare esistere a livello antropologico una connessione profonda fra l'atto di prendere un'immagine e quello di togliere la vita, urge costruire una cornice teorica coerente che sia in grado di interrogare la complessità del fenomeno, tracciando genealogie impreviste ed evitando facili semplificazioni: offrendo un punto di vista nuovo e fortemente interdisciplinare su questo intricato insieme di questioni.
Che cos'è il trash Previtali Giuseppe - Carocci, 2025 - Le Bussole
Al contempo elusivo ed estremamente popolare, il trash è fra le categorie estetiche più sfuggenti e inclassificabili, perché nel suo chiamare in causa il registro del rifiuto e dello scarto è tanto affascinante quanto destabilizzante. Distinguendolo da concetti simili come il kitsch, il camp e il brutto, il volume ne tratteggia una fenomenologia nello scenario visuale contemporaneo. Dal cinema di serie B agli eccessi di John Waters, dal caso Mark Caltagirone alle webserie e alla fortuna di communities dedicate su Instagram, il trash si presenta come una vera e propria cartina al tornasole dei fenomeni visivi e del nostro rapporto con le immagini, che proprio la sua natura perennemente eccedente ci permette di far emergere.
Pikadon. Sopravvivenze di Hiroshima nella cultura visuale giapponese Previtali Giuseppe - Aracne, 2017
Almeno in parte inesprimibili per la loro potenza traumatica, questi eventi hanno continuato a infestare la memoria collettiva del popolo giapponese, radicandosi in maniera diffusa all'interno della sua cultura visuale. "Pika-don" si propone, a partire da un'analisi delle testimonianze dei sopravvissuti, di seguire le tracce di alcune immagini del trauma all'interno della visualità nipponica contemporanea. Particolare rilievo è dato alle ombre "fotografate" sui muri dal lampo atomico, messe in relazione con la produzione horror dei primi anni Duemila. Prefazione di Marco Belpoliti.