Libri di Giuseppe Prisco
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Coppa della Perugina. Giro automobilistico dell'Umbria. Genialità di altri tempi Prisco Giuseppe - Asi Service, 2014
In Umbria, ed in particolare a Perugia, un manipolo d'uomini di sport stimolati da Giovanni Buitoni, l'Amministratore Delegato della Società Perugina, mettono in piedi, negli anni che vanno dal 1924 al 1927 una gara in Circuito denominata "Coppa della Perugina". Il successo riscosso, anche se il periodo è breve, è così importante che quando la corsa cessa di esistere, per motivi non legati alla volontà di chi organizza, in tutta la città e nella gente rimane vivo un fortissimo ricordo. Tanto è che, appena conclusa la seconda guerra mondiale, sotto la spinta di uomini diversi ma altrettanto motivati la "Coppa della Perugina" ritorna, abbinandosi al "Giro Automobilistico dell'Umbria" riscuotendo ancor più consensi, anche se il percorso non sarà più quello di allora ma toccherà tutta la regione. Purtroppo come nel passato, dopo solo tre edizioni dal 1952 al 1954, ancora una volta non per motivi voluti, il successo riscosso si interrompe lasciando l'amaro in bocca agli sportivi e alla gente. Da quel momento la Coppa della Perugina torna ad essere di nuovo un ricordo che viene covato sotto la cenere della passione in attesa di tornare a riaccendersi. Cosa che avviene nel 1984 grazie alla volontà degli uomini del Club Auto Moto d' Epoca Perugino, che hanno riportato alla gente, attraverso le Rievocazioni, la vista delle automobili che hanno partecipato a quelle manifestazioni.
Luigi Fagioli. Il pilota che non disse mai basta Prisco Giuseppe - Prisco Giuseppe (Aut), 2018 -
Della storia sportiva di Fagioli rimane alla memoria solamente che nel 1950, in occasione del primo campionato mondiale di F1, ha fatto parte, insieme a Farina e Fangio, del "Team delle tre effe", che ha vinto il GP di Francia nel 1951 e poco altro se non nulla. Ma Fagioli non è stato solamente questo; è uno dei pochissimi piloti, insieme a Nuvolari, a Biondetti e qualche altro, ad avere respirato l'aria delle corse degli anni Venti e quella degli anni Cinquanta. Uno dei pochi ad avere vinto guidando macchine dalla meccanica poco più che approssimata, vedi la Salmson, a quelle più performanti, potenti e veloci come l'Alfa P3 con la quale diventa campione italiano; come la Mercedes da 460CV condotta a Pescara sul chilometro lanciato a 281, 250 Km/h, o come l'Auto Union da 6000cc e 520CV. Costretto a lasciare per motivi di salute, torna a vivere l'atmosfera delle corse guidando un OSCA con la quale si distingue dando ulteriore dimostrazione, di classe, coraggio, maturità. Dopo l'Alfa, lo chiama la Lancia con la quale vince una memorabile 1000 Miglia. La sua voglia di non voler dire basta emerge dalla lettura delle gare esaminate, una a una, fino al Prix di Monaco del 1952 dove si è fermato per sempre.