Libri di Alberto Prunetti
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Troncamacchioni Prunetti Alberto - Feltrinelli, 2024 - I Narratori
"Qui troverete l'epica stracciona dei diseredati che non possono permettersi il lusso delle emozioni interiori, la storia degli ultimi che hanno fatto la storia. I protagonisti di queste pagine, se splendono, è per il quarzo dei loro denti di granito. Se la loro pelle cambia colore, è perché una ferita sanguina come un filone d'ematite. E quando sono vicini fanno scintille, come la pirite quando incontra il nitrato di potassio." Domenico Marchettini, detto il Ricciolo, "facchino propenso alla rissa e al turpiloquio". Giuseppe Maggiori, taciturno minatore analfabeta. E ancora, Robusto Biancani, ciabattino comunista dall'aria sensibile e sognante, e Albano Innocenti, "fermentatore di disordini". Personaggi che raramente si incontrano nei libri di storia, se non intruppati in entità collettive e senza volto come "le masse", "i proletari", "il popolo". Sono questi, i loro sodali, le madri, le sorelle, le compagne i protagonisti della novella nera cantata in questo libro. È il racconto di uomini e donne nell'Alta Maremma agli albori del fascismo: anarchici e banditi, disertori e comunisti, tipi arruffati che non hanno avuto la fortuna di trovare davanti a sé una strada dritta e spianata, ma sono stati costretti a farsi avanti "a troncamacchioni" - "tra i lecceti gli scopeti i castagneti e i forteti, col cuore in gola e le labbra spaccate": perennemente in fuga dall'autorità costituita, dai picchiatori fascisti, dai delatori pronti a vendere il vicino di casa per pochi denari. Lo spirito ribelle di minatori e contadini che non hanno niente da perdere ma non rinunciano a opporsi, a negare il proprio consenso, si fa avanti a colpi di coltello, di bastone, di furore, ma anche di versi in ottava rima improvvisati. E dalle colline della Maremma arriva fino in Francia, in Belgio, in Russia."
PCSP (piccola controstoria popolare) Prunetti Alberto Wu Ming 1 (Cur.) - Edizioni Alegre, 2015 - Quinto Tipo
Ribellioni, resistenze, renitenze, rivolte... Dov'è finita la Maremma raccontata dal Prunetti? Quella sì era roba pesante: gente che mangiava fiamme, sovversivi che facevano lo slalom tra rappresaglie, repressione e rastrellamenti, e qui dentro li trovi tutti, belli stipati e pronti al pum! come i chiodi e il sale grosso nella canna dell'archibugio. Anarchici e comunisti alla macchia... Gente che spara ai fascisti... Banditi che sciorinano poemi in ottava rima... Altra gente che spara ai fascisti... Disertori che nel '15-'18 vivono in caverne e magari li rivedi più tardi che sparano ai fascisti... Congreghe di santi dementi che sfidano l'ordine del mondo flagellandosi per le strade, mentre altri preferiscono sfidare l'ordine del mondo sparando ai fascisti... Domenico Marchettini detto "Il Ricciolo", Robusto Biancani fu Patrizio che finì (non bene) in Urss, Giuseppe Maggiori che un rapporto di polizia definisce "personaggio veramente importante per l'opera di preparazione di attentati", Chiaro Mori detto "Chiarone"... E Quisnello Nozzoli, e l'oste anarchico di Prata, e il compagno Attila... E aspetta, come si chiamava quell'altro, quello che sparava ai fascisti? Ce l'ho sulla punta della lingua... Quella Maremma non c'è più, ma PCSP la riporta in vita. Si può usare questo libro come un breviario: apritelo ogni giorno su una storia edificante a casaccio, e lasciatevene ispirare.
Potassa. Storie di sovversivi, migranti, erranti, sottratti alla polvere degli archivi Prunetti Alberto - Stampa Alternativa, 2004 - Margini
Il cloruro di potassa è un forte agente ossidante utilizzato nella fabbricazione di fiammiferi, di fuochi artificiali, di esplosivi. Ma Potassa è anche il nome di quattro case sulla via Aurelia, nella Maremma grossetana. Qui nel luglio del 1921 il facchino Domenico Marchettini, già noto alle forze dell'ordine, tenta invano di rincorrere un camion di fascisti. Un episodio minimo nella storia di ignoti ribelli maremmani che scatenerà conseguenze imprevedibili. La rabbia del Marchettini è lucida determinazione. Presto troverà altri complici nelle boscaglie maremmane dove si nascondono sovversivi, renitenti alla leva, banditi. Un fatto di sangue li unirà prima che si disperdano per il mondo, in fuga.