Libri di Luca Quattrini
Bibliografia di Luca Quattrini: tutti i libri in vendita online Raccolte di poesia di singoli poeti
Q. Poema imago-vorticista Quattrini Luca - Nulla Die, 2024 - I Canti
Nell'espressione ellittica di percezioni metaforiche, "Q." vuole presentare il sollievo della gratuità. Il pigmento primordiale, intensivo, intuitivo, melopoeia - phanopoeia, come massima distanza dalla retorica, dall'orpello e dalle cattive astrazioni del linguaggio. Plurilinguismo, pluristilismo, montaggio ideogrammatico e glossolalia. "Q." dispiega la mente del poeta, offerta in sacrificio rituale, per il quid e per l'óra, nell'esecuzione prosodica del fruitore; una poesia scheggiata e molteplice, a un tempo furiosa e leggerissima. Una voce che abbia a deturpare il maestoso unisono di questo solenne giorno d'unanimità; una chiara percezione del male, una mordente satira contro l'inutile, inquieto, tumultuoso affannarsi dell'umano.
Diasporo Quattrini Luca - Nulla Die, 2022 - I Canti
La poesia di Diasporo nasce da un'espansione tentacolare, procede per una dinamica a scarti, di episodi disgiunti, diacronici, sul fondo di una società narcotizzata e di un presente cieco. La scelta di evadere da una pronuncia solo privata declina una liricità scissa e ricomposta, tra tensione individuale - un soggetto mutilo ma investito di una missione quasi sacrale - e motivo storico-civile. Nel testo si snoda l'eco di una spiritualità mai rimossa, la dolorosa riflessione sul Novecento e uno sguardo non rassegnato all'ineffabilità dell'oggi, dove il trauma per i valori tramontati o drammaticamente in torsione emette duro il richiamo a un'inalienabile radice umana. E se per eccesso di trame viene meno la possibilità stessa di connessione, nel frammento si riconosce traccia residuale di totalità.
Cortometrico Quattrini Luca - Chi Più Ne Art Edizioni, 2020
"Ciò che più conquista nell'opera di Luca Quattrini è il trasportare, dalle regioni più profonde del nostro inconscio collettivo, una serie di suggestioni ancestrali, spesso tinte di primitiva ferocia, che vengono, però, inserite in austerità formali più che impeccabili. La sensazione che ne deriva è quella d'una gran dama di corte resa indomita da una frequenza troppo assidua con la belva di cui è amante". (Enrico Piccinini)