Libri di Enzo Raffaelli
Bibliografia di Enzo Raffaelli: tutti i libri in vendita online Storia d'Europa
Prossime uscite di Enzo Raffaelli
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788896674222 1914. Il suicidio d'Europa. Alle origini della grande guerra: la polveriera balcanica e l'attentato di Sarajevo
- 9788896674178 8 settembre 1943. La tragedia dell'Esercito Italiano. Vol. 1
- 9788896674161 8 settembre 1943. La tragedia dell'Esercito Italiano. Vol. 2
La tragedia censurata. Albania, 8 giugno 1916. Il siluramento del principe Umberto Raffaelli Enzo - Gaspari, 2016 - Memoria Di Popolo Nella Grande Guerra
Non una riga della Relazione Ufficiale dell'esercito, né sulla stampa è rimasta della più grande tragedia marittima dopo il Lusitania. Gli annegati erano quasi del 55° reggimento composto quasi totalmente da trevisani, pordenonesi e vicentini, a 100 anni questa è l'unica ricostruzione dell'intera vicenda. Con l'elenco del 1926 caduti e degli 895 superstiti.
24 maggio 1915. Quando l'Italia entrò nella grande guerra Raffaelli Enzo - Editoriale Programma, 2017
Quando Luigi Cadorna, nel luglio del 1914, venne posto a capo dell'esercito, nei cassetti dello stato maggiore trovò il vecchio piano del suo predecessore, generale Pollio, che prevedeva l'invio di truppe in Germania. Gli avvenimenti rendevano ora quel piano carta straccia. Con il sovvertimento delle alleanze, il generale fu costretto a rimettere tutto in discussione. I piani originali erano da archiviare come reperti: occorreva prepararne di nuovi e in fretta. La scelta di Cadorna per l'attacco principale contro l'Austria-Ungheria fu quella dell'Isonzo, perché, a suo giudizio, consentiva di agire con grandi masse di truppe, al contrario di quella trentina che limitava fortemente la manovra.
La grande guerra in Cadore e in Carnia. Il paradigma perfetto della guerra di posizione Raffaelli Enzo Tessari Roberto - Editoriale Programma, 2017
Il Fronte del Cadore rimase in sostanza immutato dal maggio 1915 fino alla fine d'ottobre del 1917. Quell'arco di fronte tenuto dalla 4ª Armata e dal Comando autonomo delle Truppe Carnia nei primi mesi di guerra, anche se giudicato secondario, aveva una forte valenza strategica. Molti storici sono concordi nell'attribuire la responsabilità dei mancati risultati, all'inizio delle operazioni belliche, alla timida e contraddittoria azione di comando del generale Luigi Nava. Altri ritengono invece che la 4ª Armata fosse priva dei mezzi necessari. Le conseguenze dei mancati successi in Cadore e in Carnia ridussero fortemente il piano di Cadorna, fino a renderlo irriconoscibile. Le quattro inutili battaglie dell'Isonzo combattute nel 1915 dimostrarono che la strada per Vienna via Lubiana era impraticabile.