Libri di Loris Rambelli
Bibliografia di Loris Rambelli: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Il mio Richard. Letture per la nuova edizione dei romanzi polizieschi di Ezio D'Errico Rambelli Loris Cremante R. (Cur.) - Compagnia Dei Santi Bevitori, 2020
Emilio Richard, commissario nato dalla penna di Ezio D'Errico nel 1936, fa la propria entrata nel panorama letterario europeo poco dopo la temporanea uscita di scena del suo omologo più famoso, Jules Maigret, e, quasi a raccoglierne un immaginario testimone, si insedia negli stessi uffici del Quai des Orfèvres. Loris Rambelli, massimo esperto e conoscitore di Ezio D'Errico, traccia qui un quadro dettagliato su un periodo storico e su un raffinato modo di concepire la scrittura del romanzo poliziesco, incentrato sulla massima attenzione alla coerenza psicologica dei personaggi.
Giallo italiano. Ezio D'Errico direttore di «Crimen» Rambelli Loris - Unicopli, 2019 - Le Quinte
Il protagonista di questo libro è Ezio D'Errico (1892-1972), qui fotografato con uno dei suoi bouledogue francesi («Oggi ho comprato a Ciccio un collare guernito di pelo di tasso che mi è costato un occhio», Noi due disarmati, 1946). Nella seconda metà degli anni Trenta e primi anni Quaranta, D'Errico fu, insieme con Tito Antonio Spagnol, Augusto De Angelis e Giorgio Scerbanenco, uno degli autori più significativi del genere poliziesco in Italia. Noto anche come artista e grafico, nel dopoguerra, dal 1946 al 1952, diresse il settimanale romano «Crimen», che, a settant'anni di distanza, ci restituisce il volto della società italiana di allora attraverso la palpitante cronaca nera di un giallista poeta.
90 anni di «Giallo» italiano Rambelli Loris Carloni Massimo Crovi Luca Rodia E. (Cur.) - Fondazione Rosellini, 2022
Del fatto che siano proprio 90 siamo sicuri. Non che in precedenza (persino nell'Ottocento!) mancassero nella nostra scena letteraria i romanzi "polizieschi" o "giudiziari" basati su indagini di organi pubblici o di privati investigatori, ché anzi questi erano numerosi: solo che non si chiamavano "gialli" bensì, appunto, "polizieschi" o "giudiziari": quel che mancava era, giustappunto, il nome. Questo fu inventato da un editore giovane e rampante, Arnoldo Mondadori, nel 1929 quando, in settembre, uscirono nelle librerie i primi quattro "Libri gialli". Rimarrà, forse, per sempre un segreto se il battesimo della nuova categoria di romanzi apparsa in quell'autunno fosse un'idea del tutto originale dell'editore, ma di certo la decisione fu sua, di Arnoldo, e ognuno vede quanto di successo. Nel 1931 Casa Mondadori decise che era proprio ora che nella collana comparisse un autore italiano, per cui il primo Libro giallo nazionale fu commissionato dall'editore ad Alessandro Varaldo, che era sì da tempo in casa Mondadori, ma a tutt'altri generi intento ed abituato; e nacque "Il sette bello". Nato dunque nel 1931, quella del giallo italiano è una lunga storia di oltre novant'anni.