Libri di Cur Ranaldi
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Palazzo Citterio verso la grande Brera Ranaldi A. (Cur.) Savio P. (Cur.) Terafina A. (Cur.) - Skira, 2018 - Architettura
Acquistato dallo Stato nel 1972, Palazzo Citterio fu pensato da subito come indispensabile aggiunta per fare della Pinacoteca di Brera un museo moderno, dotato di servizi adeguati, con spazi per le opere del Novecento che si contava di acquisire da collezionisti milanesi. La storia del suo recupero è stata alquanto complessa, fatta di incertezze, opposizioni, cause legali, imprevisti tecnici, difficoltà finanziarie. Questo volume, ideale seguito del precedente, ne racconta l'ultimo atto che chiude, finalmente, il "caso Palazzo Citterio". Il difficile percorso per consegnare il Palazzo alla collettività, il progetto, il cantiere, la lunga stagione di restauri dagli anni Settanta a oggi vengono documentati attraverso le molte fotografie, i contributi di Carla Di Francesco (Ed ecco, finalmente, Palazzo Citterio!), Caterina Bon Valsassina (Il caso Palazzo Citterio: ultimo atto), Alberto Artioli (Programmi, progetti, interventi: un difficile percorso per consegnare il Palazzo alla collettività), Amerigo Restucci (Il progetto, il cantiere), Giovanni Carbonara (Una lunga stagione di restauri), Antonella Ranaldi (Sotto il segno di Ermes. Il buon fine di un travaglio), la sezione Dopo i lavori illustrata dalle fotografie di Maurizio Montagna e la Cronologia di Annamaria Terafina.
Erme e antichità dal Museo nazionale di Ravenna. Ediz. illustrata Ranaldi A. (Cur.) - Silvana, 2014
A cento anni dal trasferimento del Museo Nazionale di Ravenna nel complesso di San Vitale, viene presentata in questo libro la nuova sala delle Erme e antichità e con essa un capillare e bene orientato programma di rinnovamento del museo. Ripescate dal mare, estratte dalla terra e recuperate dai depositi, le opere esposte - tra le quali si ricordano l'Anfione e Zeto, Zeus Serapide, il Sileno dormiente, la coppia di Capitelli con puttini, nonché il notevole gruppo di cinque erme di eroi e filosofi dell'antichità - illustrano principalmente il perpetuarsi del repertorio greco-ellenistico nel mondo romano imperiale. Dimenticate per la loro lunga permanenza nei magazzini, le opere vengono ora valorizzate dal nuovo allestimento negli spazi suggestivi dell'abbazia benedettina, proponendo all'attenzione degli studiosi identificazioni, datazioni e confronti che aprono ai futuri apporti conoscitivi.