Libri di Cur Randazzo
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Russia 1917. La rivoluzione d'ottobre nei contesti politici, sociali, religiosi e culturali. Studi e ricerche internazionali Randazzo F. (Cur.) - Libellula Edizioni, 2019 - Storia / Generale
Nel mese di ottobre (secondo il calendario giuliano vigente nella patria di Pietro il Grande) del 1917 in Russia scoppia la rivoluzione bolscevica, uno degli eventi più significativi del turbolento Novecento. Ciò che accade a San Pietroburgo nei giorni della "rivolta proletaria" dà a milioni di uomini l'illusione di un miglioramento delle condizioni di vita, dopo la secolare oppressione zarista. Il volume ripercorre, a macchia di leopardo, alcuni passaggi della rivoluzione bolscevica, dal punto di vista sociale, religioso, internazionale, politico e culturale, anelli che si intersecano continuamente e danno al volume un ritmo avvolgente. Così, vediamo uscire dalle pagine, quasi per incanto, i protagonisti di questo atto che segna il passaggio dal vecchio al nuovo, dalla tradizione all'innovazione senza voler comunque esprimere un giudizio di condanna su tale evoluzione né, al contrario, incensarla. La formula interdisciplinare dei contributi e l'accostamento di saggi tra loro diversi e specialistici, restituisce alla comunità scientifica un lavoro di grande profilo scientifico, estremamente utile per chi vuole avere una visione globale della rivoluzione bolscevica, per chi vuole gettare lo sguardo al di là del semplice fallimento dell'ideologia più longeva del XX secolo.
Nella terra degli zar. Il destino delle riforme in Russia (1801-1911) Randazzo F. (Cur.) - Nuova Cultura, 2012 - Chioschi Gialli
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno dal titolo "La Russia tra rivoluzioni e riforme" che si è tenuto a Perugia il 9 novembre 2011 presso la Facoltà di Scienze Politiche. L'occasione è stata utile per ripercorrere un secolo ricco di avvenimenti durante il quale in Russia sono state gettate le basi per la nascita di una coscienza nazionale fortemente progressista. Nuove ÿgure politiche entrano in scena durante la rappresentazione di una tragedia, quella del popolo russo alle prese con un regime dispotico e illiberale. Grazie alla nuova mentalità politica cominciano ad allentarsi le catene alle caviglie della società civile, divisa fra schiavi, servi della gleba, contadini, artigiani militari e nobili. Tra le menti più brillanti di inizio XX secolo spicca Pëtr Arkad'eviç Stolypin, l'uomo che avrebbe potuto salvare la monarchia dalla deriva a cui era fatalmente destinata. La sua opera riformatrice, che lascia dietro di sé detrattori ed estimatori, arriva forse troppo tardi. La rivoluzione del gennaio 1905 e le sommosse popolari imprimono al disfacimento della monarchia un'accelerazione inaspettata e incomprensibile sia allo zar che alla nobiltà parassitaria che lo circonda. In fondo, Nicola II che non ha la sapienza del suo avo Alessandro I, né il coraggio dimostrato dal nonno Alessandro II, è un sovrano debole e soprattutto in balia degli eventi che lo travolgono a più riprese, dalla deludente sconfitta contro il Giappone all'ingresso nel primo conflitto mondiale. Sullo sfondo di questo disastroso scenario vi sono le idee rivoluzionarie, le nuove teorie socialiste sul ruolo del proletariato urbano e l'insoddisfazione dei ceti contadini e servili per la miope politica zarista intenta a procrastinare sine die la risoluzione del problema agrario.