Libri di Cur Regini
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Università e innovazione. Il contributo degli atenei italiani allo sviluppo regionale Regini M. (Cur.) Trigilia C. (Cur.) - Il Mulino, 2019 - Percorsi
Negli ultimi decenni sono cresciute anche nel nostro Paese le aspettative di un coinvolgimento più sistematico e diretto delle università nei processi di innovazione economica e sociale. Al tema è stata dedicata un'ampia ricerca i cui risultati sono presentati in due volumi. Nel primo - «La terza missione degli accademici italiani» - è approfondito il ruolo degli accademici per mezzo di un'estesa survey. Questo secondo volume mette invece a fuoco il contributo degli atenei come organizzazioni allo sviluppo dei territori in cui operano. Al centro dell'indagine vi è la «terza missione» dell'università, che va ad aggiungersi alla didattica e alla ricerca scientifica. In particolare vengono analizzate le attività volte alla valorizzazione commerciale diretta della conoscenza scientifica attraverso i brevetti o la creazione di imprese da parte degli accademici (spin-off), ma anche la ricerca condotta in comune con le aziende o per conto di queste. Vi è un largo consenso sulla necessità di un impegno maggiore delle università su questo terreno. Ma quali sono i risultati finora raggiunti? Vi sono differenze tra piccoli e grandi atenei, o tra regioni del Sud e del Centro-Nord? Quali fattori spiegano il maggiore o minore successo della terza missione? A queste domande cerca di dare una risposta questo lavoro. Ne emerge un quadro in parte inatteso. Certo pesano la domanda del tessuto produttivo e l'impegno dei governi locali. Tuttavia, ciò che conta di più per contribuire all'innovazione e allo sviluppo dei territori non è la dimensione o la localizzazione territoriale, ma la capacità degli atenei di darsi una strategia solida e di stabilire un buon livello di coordinamento con le imprese e i governi locali.
Malata e denigrata. L'università italiana a confronto con l'Europa Regini M. (Cur.) - Donzelli, 2009 - Interventi
Una buona diagnosi è il primo passo per ogni buona cura. Ecco da cosa nasce questa snella e al contempo dettagliata inchiesta sulle gravi carenze di funzionamento e di risultati del nostro sistema universitario rispetto ai più avanzati in Europa. L'analisi, infatti, riguarda le cinque grandi aree di criticità divenute leit-motiv delle polemiche recenti: la proliferazione dei corsi di laurea, l'insoddisfacente "produttività" degli atenei, la disattenzione verso il mondo del lavoro, il predominio dei "baroni", gli sprechi e le inefficienze nella spesa. Dal confronto, si scopre così che molte anomalie imputate al nostro sistema universitario non sono in realtà tali, mentre altre carenze dipendono indubbiamente da vizi antichi del ceto accademico italiano. Ma anche per queste, assai utile appare guardare a ciò che accade in altri paesi più simili al nostro: molti degli argomenti utilizzati nelle polemiche recenti non sono infatti assenti altrove. La differenza cruciale è nell'atteggiamento dell'opinione pubblica e dei media e nel comportamento dei governi. Dominati, nei paesi vicini, da una forte e diffusa preoccupazione per la perdita di competitivita e dalla determinazione a investire in modo selettivo ingenti risorse per porvi rimedio. Il contrario di quanto avvenuto in Italia, dove carenze e lacune diventano pretesto per un'ulteriore diminuzione dei già scarsi investimenti nella ricerca e nella produzione di capitale umano.
La formazione delle risorse umane. Una sfida per le «Regioni motore» d'Europa Regini M. (Cur.) - Il Mulino, 1996 - Il Mulino/Ricerca
La formazione delle risorse umane. Una sfida per le «Regioni motore» d'Europa - Il Mulino