Libri di Mario Riberi
Bibliografia di Mario Riberi: tutti i libri in vendita online Giurisprudenza e argomenti d'interesse generale
Giovanni de Foresta. Il deputato nizzardo Guardasigilli di Cavour Riberi Mario - Giappichelli, 2023 -
Giovanni de Foresta è un personaggio pochissimo studiato e poco frequentato dalla storia del diritto, nonostante il suo notevole apporto alla causa dell'unità d'Italia. Sostenitore di Cavour, sedette alla Camera subalpina per due legislature e rivestì due importanti incarichi di governo: fu ministro di Grazia e Giustizia nel governo D'Azeglio, quando ormai stava maturando il "connubio", e nel secondo governo Cavour, durante il periodo di applicazione delle leggi Siccardi e la stipula degli accordi di Plombières. Dopo il 1861, in qualità di magistrato e senatore, promosse fondamentali disegni di legge per l'unificazione legislativa di tutti i territori del Regno d'Italia, svolgendo il delicato incarico di relatore per conto dell'Ufficio Centrale del Senato. In tale veste De Foresta nel 1865 partecipò alle sedute per l'approvazione del Codice civile Pisanelli e di quello penale Mancini: il Codice civile, che il senatore nizzardo sostenne convintamente, fu promulgato in quello stesso anno, quello penale, invece, fu deliberato soltanto nel 1889 ad opera di Zanardelli.
La creazione giuridica del Regno d'Italia Riberi Mario - Giappichelli, 2020
Il volume intende evidenziare come nel febbraio-aprile 1861 - quando si conclude peraltro il ciclo politico e umano di Cavour, con le sue ultime "battaglie parlamentari" - la creazione giuridica del Regno d'Italia avvenga attraverso alcuni atti fondamentali approvati del Parlamento. Essi completano e perfezionano, parafrasando Vittorio Emanuele Orlando, l'atto di nascita del nuovo regno, costituito con la legge 17 marzo 1861. Tali atti sono individuati nella predetta legge sul titolo di re d'Italia; in quella, immediatamente successiva, sull'intitolazione degli atti di governo; nel celebre dibattito sulla "questione romana", in cui, proprio indicando una netta discontinuità con il Regno di Sardegna, il Parlamento già designa Roma quale capitale del Regno d'Italia; nel definitivo confronto alla Camera tra Cavour e Garibaldi sull'esercito meridionale, nel quale fu respinto il tentativo estremo dell'eroe dei due mondi di democratizzazione dell'esercito e in cui, di fatto, fu sancito il passaggio dalla fase "eroica" risorgimentale alla monarchia costituzionale guidata dal "re galantuomo" Vittorio Emanuele II. Quest'ultimo dibattito, nonostante il suo contenuto fosse prevalentemente militare, assunse un'importanza cruciale per il futuro politico del Regno d'Italia a causa delle divisioni che avrebbe determinato tra il nord e il sud del paese, condizionando di fatto il processo di unificazione e lasciando una questione, quella meridionale, ancor oggi aperta e ben lungi dall'essere risolta a più di centocinquant'anni dall'unificazione. Si dovevano indubbiamente fare gli Italiani: ma intanto una nuova ed originale entità statale, l'Italia, era nata.
La giustizia penale nel Piemonte napoleonico. Codici, tribunali, sentenze Riberi Mario - Giappichelli, 2016
La giustizia penale nel Piemonte napoleonico. Codici, tribunali, sentenze - Giappichelli